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Che cos'è il popolo di Dio secondo la 'Lumen gentium'?'

19/04/2026

El papa León XIV saluda al pueblo de Dios durante la Audiencia General del 18 de marzo de 2026 en la Plaza de san Pedro.

Papa Leone XIV ricorda che tutti i battezzati partecipano alla missione sacerdotale e profetica di Cristo, chiamati a vivere la fede e a trasmetterla con coerenza. Guidato dallo Spirito Santo, il Popolo di Dio è un soggetto attivo dell'evangelizzazione ed è unito dal 'sensus fidei', che garantisce la sua fedeltà alla verità rivelata.

In questa catechesi dedicata alla Costituzione dogmatica sulla Chiesa, Lumen gentium, Papa Leone XIV pone ancora una volta al centro la comprensione della Chiesa come Popolo di Dio, una comunità vivente in cui tutti i battezzati condividono la stessa dignità e missione. Lungi dall'essere una visione passiva, il Santo Padre sottolinea che ogni cristiano partecipa attivamente all'opera salvifica di Cristo, grazie alla Battesimo e il Conferma, La Chiesa del Signore, che lo incorpora nel suo sacerdozio, profezia e regalità.

Questa partecipazione non è simbolica, ma concreta: si esprime nella vita sacramentale, soprattutto nei sacramenti. Eucaristia, Viene anche sottolineato il ruolo della Chiesa nella preghiera, nella testimonianza quotidiana e nell'impegno per la fede. Inoltre, Leone XIV sottolinea il ruolo della sensus fidei, quel senso soprannaturale della fede, che, guidato dal Spirito Santo, Permette al Popolo di Dio nel suo insieme di riconoscere e vivere la verità rivelata in comunione con il Magistero.

In questo contesto, il Papa ricorda che tutta la Chiesa - dai pastori ai fedeli laici - è chiamata ad essere un agente attivo di evangelizzazione. I diversi carismi e le diverse vocazioni, tra cui il vita consacrata e realtà associative, manifestano la ricchezza e la vitalità di questo popolo sacerdotale e profetico, chiamato a dare una testimonianza coerente di Cristo nel mondo.

Testo dell'udienza con Papa Leone XIV

«Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Oggi vorrei soffermarmi nuovamente sul secondo capitolo della Costituzione conciliare. Lumen gentium (LG), dedicato alla Chiesa come popolo di Dio.

Il popolo messianico (LG, 9) riceve da Cristo la partecipazione all'opera sacerdotale, profetica e regale in cui si svolge la sua missione salvifica. I Padri conciliari insegnano che il Signore Gesù ha istituito, attraverso la nuova ed eterna Alleanza, un regno di sacerdoti, Egli ha costituito i suoi discepoli in un «sacerdozio regale» (1Pt 2:9; cfr. 1Pt 2:5; Ap 1:6). Questo sacerdozio comune dei fedeli ci viene conferito nel Battesimo, che ci permette di adorare Dio in spirito e verità e di «confessare davanti agli uomini la fede che hanno ricevuto da Dio attraverso la Chiesa» (LG, 11).

Inoltre, attraverso il sacramento della Confermazione, tutti i battezzati «diventano più strettamente legati alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dello Spirito Santo e sono quindi più strettamente obbligati a diffondere e difendere la fede come veri testimoni di Cristo con la parola e con l'azione» (ibidem). Questa consacrazione è alla base della missione comune che unisce i ministri ordinati e i fedeli laici.

A questo proposito, Papa Francesco ha osservato: «guardare al Popolo di Dio significa ricordare che tutti noi entriamo nella Chiesa come laici. Il primo sacramento, quello che sigilla per sempre la nostra identità e di cui dovremmo sempre essere orgogliosi, è quello del Battesimo. Attraverso di esso e con l'unzione dello Spirito Santo, (i fedeli) “sono consacrati come una casa spirituale e un sacerdozio santo” (LG 10), in modo che tutti noi formiamo il Popolo santo e fedele di Dio» (lettera al presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina, 19 marzo 2016).

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L'esercizio del sacerdozio reale avviene in molti modi, tutti finalizzati alla nostra santificazione, soprattutto partecipando all'offerta dell'Eucaristia. Attraverso la preghiera, l'ascesi e la carità attiva, essi testimoniano una vita rinnovata dalla grazia di Dio (cfr. LG, 10). Come riassume il Concilio, «il carattere sacro e organicamente strutturato della comunità sacerdotale è attualizzato dai sacramenti e dalle virtù» (LG, 11).

I Padri conciliari insegnano anche che il popolo santo di Dio partecipa alla missione profetica di Cristo (cfr. LG, 12). In questo contesto introducono l'importante tema del significato della fede e del consenso dei fedeli.

La Commissione dottrinale del Consiglio ha specificato che questo sensus fidei «È come una facoltà di tutta la Chiesa, che nella sua fede riconosce la rivelazione tramandata, distinguendo tra il vero e il falso in materia di fede, e allo stesso tempo la penetra più profondamente e la applica più pienamente nella vita» (cfr. Acta Synodalia, III/1, 199). Il senso della fede appartiene quindi a ciascun fedele, non come individuo, ma come membro del Popolo di Dio nel suo insieme.

Lumen gentium concentra l'attenzione su quest'ultimo aspetto e lo mette in relazione con l'infallibilità della Chiesa, alla quale appartiene l'infallibilità del Romano Pontefice, nel servirla. «La totalità dei fedeli, che hanno l'unzione del Santo (cfr. 1 Gv 2, 20 e 27), non può sbagliare quando crede, e questa loro peculiare prerogativa si manifesta con il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo quando, dai Vescovi fino al più piccolo dei fedeli, il Romano Pontefice è l'unico che ha il potere dell'infallibilità, e l'unico che ha il potere dell'infallibilità. fedeli laici dà il consenso universale in materia di fede e di morale» (LG, 12).

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Leone XIV in Piazza San Pietro durante l'Udienza Generale.

La Chiesa, Pertanto, come comunione di fedeli, che ovviamente include i pastori, non può sbagliare nella fede: l'organo della sua proprietà, fondato sull'unzione dello Spirito Santo, è il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo di Dio, che si manifesta nel consenso dei fedeli. Da questa unità, che il Magistero della Chiesa salvaguarda, consegue che ogni battezzato è un soggetto attivo dell'evangelizzazione, chiamato a dare una testimonianza coerente di Cristo secondo il dono profetico che il Signore infonde in tutta la sua Chiesa.

Lo Spirito Santo, che viene a noi da Gesù risorto, Infatti, Egli dispensa «tra i fedeli di ogni condizione, distribuendo a ciascuno come vuole (1 Cor 12, 11) i suoi doni, rendendoli idonei e pronti a compiere le varie opere e i vari doveri utili al rinnovamento e alla maggiore edificazione della Chiesa» (LG, 12). Una particolare dimostrazione di tale vitalità carismatica è offerta dalla vita consacrata, che scaturisce e fiorisce continuamente grazie all'opera della grazia. Inoltre forme associative ecclesiali sono un esempio luminoso della varietà e della fecondità della frutti spirituali per l'edificazione del popolo di Dio.

Amati, risvegliamo in noi la consapevolezza e la gratitudine di aver ricevuto il dono di far parte del popolo di Dio; e anche la responsabilità che ne deriva».

Qual è il Lumen gentium, dove leggerlo e le chiavi principali

Lumen gentium è una delle costituzioni dogmatiche centrali della Chiesa. Il Concilio Vaticano II, promulgato nel 1964 e firmato da Papa Paolo VI. Spiega che cos'è la Chiesa e qual è la sua missione nel mondo, presentandola come un mistero di comunione e come il Popolo di Dio che cammina nella storia.

Il testo completo può essere letto sul sito ufficiale del Vaticano in inglese: leggere la Lumen gentium per intero. È organizzato in otto capitoli che sviluppano gli aspetti essenziali della Chiesa, dalla sua natura alla sua missione e vocazione universale alla santità.

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Leone XIV impartisce la benedizione ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

Struttura della Lumen gentium

Il documento è suddiviso in otto capitoli che trattano progressivamente la realtà della Chiesa: il suo mistero, il Popolo di Dio, la costituzione gerarchica, i laici, la chiamata alla santità, la vita consacrata e il ruolo della Vergine Maria.

I capitoli del documento

Tra i punti chiave più rilevanti, ne spiccano tre: in primo luogo, la centralità della Popolo di Dio, in cui tutti i battezzati partecipano alla missione di Cristo; in secondo luogo, la chiamata universale a santità, La terza è la comprensione della Chiesa come realtà visibile e spirituale, guidata dallo Spirito Santo nella storia.

Idee chiave del popolo di Dio

Uno degli assi principali del testo è la centralità del Popolo di Dio, dove tutti i battezzati condividono la stessa dignità e partecipano alla missione di Cristo. Questo è unito alla chiamata universale alla santità e alla comprensione della Chiesa come realtà visibile e spirituale, guidata dallo Spirito Santo.

La missione condivisa da tutti i fedeli

In questa prospettiva, ogni cristiano è un soggetto attivo dell'evangelizzazione. La missione della Chiesa non appartiene solo ai pastori, ma a tutto il Popolo di Dio, che è chiamato a testimoniare Cristo nella vita ordinaria, in comunione e unità.



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