
Luis Felipe è nato a Manizales ed è cresciuto nel comune di Neira, nel dipartimento di Caldas, dove ha trascorso gli anni dell’infanzia e della giovinezza e ha sperimentato l’amore di Dio. Proviene da una famiglia semplice e laboriosa. Sua madre era titolare di un salone di bellezza nel comune, mentre suo padre ha dedicato la propria vita all’agricoltura, in particolare alla coltivazione del caffè, una delle attività più rappresentative della regione.
Ha un fratello minore che attualmente lavora in una fabbrica nella città di Manizales e che, al contempo, ha voluto portare avanti la tradizione di famiglia legata alla coltivazione e alla produzione del caffè, che lo stesso sacerdote definisce «una delle attività più rappresentative della nostra regione».
Fin da piccolo, questo sacerdote colombiano ha sentito la chiamata di Dio al sacerdozio. Per questo motivo, durante l’infanzia e l’adolescenza ha partecipato attivamente alla vita della sua parrocchia come chierichetto e ministro dell’altare.
Quegli anni furono determinanti per la nascita e la maturazione della sua vocazione. All’età di sedici anni entrò nel seminario maggiore di Manizales, dove compì nove anni di formazione, descritti come «anni di studio, di crescita umana e spirituale, di vita comunitaria e di discernimento vocazionale», che ricorda con gratitudine verso Dio e verso coloro che lo hanno accompagnato in quel percorso.

Ha ricevuto l'ordinazione diaconale il 9 luglio 2018 ed è stato ordinato sacerdote il 30 novembre 2019. Da allora ha prestato servizio in diverse comunità parrocchiali, che hanno profondamente arricchito il suo ministero.
La sua esperienza pastorale è iniziata come diacono nella parrocchia di Nostra Signora della Mercede, nel comune di La Merced, nella provincia di Caldas. Successivamente, durante il suo primo anno di sacerdozio, tra le difficoltà causate dalla pandemia, ha affiancato la comunità della parrocchia di San Jorge nella città di Manizales, in un periodo che ha segnato l’inizio del suo ministero sacerdotale.

Successivamente, l’amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Manizales lo inviò come missionario nell’arcidiocesi di Florencia, nel sud della Colombia, una regione vicina ai confini con il Perù e l’Ecuador.
Questa esperienza missionaria ha segnato profondamente la sua vita sacerdotale. Nei primi mesi ha prestato servizio nella parrocchia della Cattedrale di Firenze e successivamente è stato assegnato alla parrocchia di Nostra Signora di Aránzazu, nel comune di San José del Fragua, dove è rimasto per circa due anni.
Di quel periodo spicca l’aver conosciuto «una regione straordinariamente bella, caratterizzata dai suoi fiumi cristallini, dalla sua vegetazione rigogliosa e dalla ricchezza umana dei suoi abitanti». Al termine di questa missione è tornato nella sua arcidiocesi d’origine, dove ha ricoperto l’incarico di vicario parrocchiale della Basilica Cattedrale Metropolitana di Manizales.

Dopo un anno di attività pastorale, l’arcivescovo di Manizales lo ha inviato a Roma per proseguire la sua formazione accademica. Da due anni risiede in città, dove sta conseguendo la laurea in Teologia dogmatica presso la Pontificia Università della Santa Croce.
Questa fase ha rappresentato un’opportunità per approfondire la fede, rafforzare la propria formazione intellettuale e comprendere le sfide pastorali e culturali della Chiesa contemporanea. Luis Felipe afferma di aver scoperto «la grandezza dell’amore di Dio, che senza alcun merito da parte nostra ci chiama a essere testimoni della Sua misericordia e della Sua presenza in mezzo agli uomini», nonché la ricchezza della Chiesa universale nella sua diversità di culture e realtà.
Il sacerdote esprime la propria gratitudine ai benefattori della Fondazione CARF e a tutte le persone che collaborano alla formazione dei sacerdoti.
Sottolinea che il suo sostegno contribuisce a formare pastori in grado di rispondere con generosità e preparazione alle sfide dell’evangelizzazione. Aggiunge che, al termine dei suoi studi a Roma, tornerà nella sua arcidiocesi con il desiderio di mettere al servizio della Chiesa quanto appreso, in particolare nella formazione dei futuri sacerdoti.
Sottolinea che questo aiuto «non costituisce solo un beneficio personale», ma anche un investimento nella formazione di nuovi sacerdoti per la Chiesa di Manizales e per la Chiesa universale.
Gerardo Ferrara è anche il rResponsabile degli studenti dell’Università della Santa Croce di Roma.
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