
La storia della famiglia Cremades, e in particolare la figura di Don Javier Cremades Sanz-Pastor (Saragozza, 27 gennaio 1946-Madrid, 7 gennaio 2021), offre una singolare testimonianza di fede audace e di fiducia filiale in Dio. Il suo libro I piani dei Cremades è un'opera profondamente umana, in cui convergono ricordi familiari e aneddoti pieni di significato spirituale. Riflette anche l'esperienza concreta di una madre che ha saputo trasmettere ai suoi figli il coraggio di vivere la fede con coraggio.
L'opera ci permette di scoprire come, dietro a ogni gesto quotidiano, si possa nascondere una lezione per la vita sacerdotale e la dedizione alla Servizio in chiesa.
La madre di Don Javier, Doña Pilar, appare nel libro come una figura chiave. Donna dal carattere forte e dalla profonda devozione, ha cresciuto i suoi figli in un ambiente in cui la fiducia in Dio non era astratta, ma reale. Uno degli episodi più significativi avvenne nel 1958, quando vide l'auto di San Josemaría Escrivá per le strade di Saragozza. Senza esitare, decise di seguirlo, convinta di dovergli chiedere di benedire lei e i suoi figli.
Quella scena, descritta da Don Javier con umorismo e stupore, è un esempio di come l'audacia possa nascere dalla fede più semplice: una fede piena di tenerezza e l'intuizione spirituale di una madre.

Questo episodio, raccontato tante volte dalla famiglia, riassume l'essenza dei “piani” che danno il titolo al libro. Per i Cremades, confidare in Dio significava agire con decisione e aprire sentieri. È stato tentare ciò che sembrava difficile e assumere che la Provvidenza si manifesta anche attraverso piccoli gesti.
L'atteggiamento di Doña Pilar ha avuto un effetto profondo sui suoi figli, soprattutto su Javier, che ha scoperto che l'amore per Dio si esprime in iniziative concrete e nella capacità di buttarsi senza paura. Così si formò uno dei tratti distintivi della sua vita sacerdotale.

Nelle pagine del libro si susseguono storie che mostrano la personalità allegra, amichevole e profondamente spirituale di Don Javier. Il suo stile diretto e la sua capacità di raccontare aneddoti con umorismo rivelano un modo di vivere la fede che non separa il sacro dal quotidiano.
Dalla sua adolescenza fino al suo lavoro pastorale, appare come un sacerdote che intendeva il ministero come un servizio costante. Non si tratta solo di trasmettere la dottrina, ma anche di accompagnare le persone con pazienza e di consolarle con dolcezza.
Molti degli episodi del libro mostrano come Don Javier abbia affrontato le battute d'arresto e le sorprese in modo positivo. Ha trasformato queste situazioni in opportunità di fare carriera. Sua madre gli ha insegnato che nulla è al di fuori del piano di Dio e lui ha applicato questa convinzione al suo ministero.
L'audacia che aveva imparato a casa divenne uno stile pastorale: di non avere paura delle sfide e di trasmettere fiducia a chi lo circonda. Ecco perché il sottotitolo del libro, “l'audacia dell'impossibile”, descrive un modo concreto di vivere la propria fede.
L'importanza che Don Javier attribuiva all'amicizia è visibile nelle sue pagine. Intendeva il lavoro sacerdotale come un accompagnamento personale. Ogni anima merita tempo, attenzione e un trattamento gentile.
Nei suoi scritti ci sono storie di giovani che ha incoraggiato a scoprire la loro vocazione, di coppie che ha aiutato a rafforzare la loro fede e di persone che hanno trovato in lui una guida spirituale saggia e gioiosa.
La lettura del libro è preziosa per comprendere il rapporto tra audacia e missione. La fiducia della famiglia Cremades nella Provvidenza non era ingenuità, ma una profonda convinzione che la fede richiede iniziativa. Don Javier applicò questa visione per tutta la vita.
Il suo ministero ha sempre avuto un tono costruttivo e incoraggiante, capace di incoraggiare gli altri a guardare in alto. Questo atteggiamento è fondamentale per capire l'importanza di formare i sacerdoti che affrontiamo le sfide di oggi con serenità e giudizio.
In questo senso, I piani dei Cremades ha un valore speciale per la missione della Fondazione CARF. Il suo contenuto ricorda che il formazione sacerdotale devono essere supportati da esempi viventi.
La testimonianza di famiglie cristiane come i Cremades aiuta a illustrare l'importanza di crescere i futuri sacerdoti con uno spirito di servizio e una fede forte.
Inoltre, il libro invita a riflettere su il ruolo della famiglia nell'emergere delle vocazioni. La storia di Doña Pilar è un esempio di come una madre possa avere un'influenza decisiva sul cammino spirituale dei suoi figli. Il suo modo di vivere la fede e la sua fiducia nella Provvidenza crearono un ambiente favorevole affinché Xavier potesse ascoltare la voce di Dio.
Il seminaristi e sacerdoti che oggi si preparano a servire la Chiesa trovano nella loro testimonianza una chiamata a valorizzare le loro radici e a coltivare una gratitudine che rafforza il loro impegno.
Infine, il libro lascia un chiaro insegnamento: La fede, se vissuta profondamente, allarga l'orizzonte. Invita all'azione e trasforma la vita quotidiana in un incontro con Dio.
L'audacia cristiana non è un tratto eccezionale, ma un'attitudine che tutti possono coltivare. È un coraggio calmo, umile e perseverante, nato dalla consapevolezza che Dio non abbandona coloro che confidano in Lui.
La famiglia Cremades e la figura di Don Javier offrono una testimonianza contemporanea. La sua storia ci ispira e ci ricorda che le “impossibilità” sono opportunità per lasciare che Dio agisca.
Per coloro che lavorano nella formazione di sacerdoti e seminaristi, questo libro è un invito a rinnovare la fiducia nella missione e a trasmettere la gioia di una fede vissuta responsabilmente.
Antonio R. Rubio PloLaureata in Storia e Giurisprudenza. Scrittrice e analista internazionale @blogculturayfe / @arubioplo
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