
In occasione del 60° anniversario dei decreti del Consiglio Optatam totius y Presbyterium ordinis, Il Papa pubblica la Lettera Apostolica del 28 ottobre e del 7 dicembre 1965. La fedeltà che genera un futuro, riflettendo sulla fedeltà nel servizio, sulla fraternità, sulla sinodalità, sulla missione e sul futuro.
Anche se questa lettera può sembrare indirizzata solo ai sacerdoti, tutti i fedeli cristiani hanno un'anima sacerdotale. Riassumiamo i punti principali della lettera apostolica.
Fedeltà: Questo è ciò che i sacerdoti sono chiamati a fare; perseverare nella missione apostolica significa interrogarsi sul futuro del ministero e aiutare gli altri a percepire la gioia del ministero. vocazione sacerdotale.
Si tratta di due testi nati da un'unica ispirazione della Chiesa, consapevole che l'agognato rinnovamento della Chiesa dipende in larga misura dal ministero dei sacerdoti, sempre animati dallo spirito di Cristo.
Con questa lettera apostolica, Papa Leone XIV ci invita a «riconsiderare insieme l'identità e la funzione del ministero ordinato alla luce di ciò che il Signore chiede alla Chiesa oggi».
Il Papa avverte che: «soprattutto nei momenti di prova e di tentazione, si rafforza quando non dimentichiamo quella voce, quando siamo capaci di ricordando con passione il suono della voce del Signore che ci ama, ci sceglie e ci chiama, Ci affidiamo anche all'indispensabile accompagnamento di coloro che sono esperti nella vita dello Spirito.
Il Papa invita che i sacerdoti continuino a essere formati e che questa formazione non si fermi al momento del seminario. Una formazione continua e permanente, che costituisca un dinamismo costante di rinnovamento umano, spirituale, intellettuale e pastorale. La Fondazione CARF si dedica anima e corpo a questo lavoro.

Riflettendo sulla fedeltà e sulla fraternità, il Papa cita il decreto Presbyterorum ordinisI sacerdoti del Nuovo Testamento, sebbene in virtù del sacramento dell'Ordine esercitino il ministero di padre e maestro, importantissimo e necessario nel popolo e per il popolo di Dio, sono tuttavia, insieme a tutti i fedeli cristiani, discepoli del Signore, resi partecipi del suo Regno dalla grazia di Dio che chiama.
Con tutti coloro che sono stati rigenerati al fonte battesimale i sacerdoti sono fratelli tra i fratelli, poiché sono membri dell'unico Corpo di Cristo, la cui edificazione è richiesta a tutti».
«La fraternità sacerdotale, quindi», dice il Papa, "anziché essere un compito da realizzare, è un dono inerente alla grazia dell'Ordinazione. Dobbiamo riconoscere che questo dono ci precede: non si costruisce solo con la buona volontà e lo sforzo collettivo, ma è un dono di grazia, che ci rende partecipi del ministero del vescovo e si realizza nella comunione con lui e con i nostri fratelli".
Poi, parlando dell'identità dei sacerdoti, mette in evidenza i punti del decreto Presbyterorum ordinis sul legame con il sacerdozio e la missione di Gesù Cristo (cfr. n. 2) e più avanti sottolinea tre coordinate fondamentali: il rapporto con il vescovo, la comunione sacramentale e la fraternità con gli altri sacerdoti; e il rapporto con i fedeli laici.
In questo modo ci invita anche a vivere la fedeltà insieme all'esercizio della sinodalità. «L'impulso del processo sinodale è un forte invito dello Spirito Santo a compiere passi decisivi in questa direzione.
«In una Chiesa sempre più sinodale e missionaria, il ministero sacerdotale non perde la sua importanza e la sua rilevanza, ma può, al contrario, concentrarsi maggiormente sui suoi compiti specifici», dice il Pontefice.

Fedeltà e missione
«L'identità dei sacerdoti si costituisce intorno al loro essere per ed è inseparabile dalla loro missione», dice il Papa, riflettendo su fedeltà e missione. Come «la vocazione sacerdotale si sviluppa tra le gioie e le fatiche di un umile servizio ai fratelli, di cui il mondo spesso non è consapevole, ma di cui ha una profonda sete: trovare testimoni credenti e credibili dell'Amore fedele e misericordioso di Dio costituisce un mezzo primario di evangelizzazione».
Mette in guardia da due tentazioni contro la fedeltà alla missione in un mondo frenetico e iperconnesso. La prima sarebbe quella di cadere in «un mentalità dell'efficienza secondo il quale il valore di una persona si misura in base alle prestazioni, ossia al numero di attività e progetti realizzati». E in secondo luogo, «un tipo di quietismo: spaventato dal contesto, Diventiamo egocentrici, rifiutando la sfida dell'evangelizzazione e adottando un approccio pigro e disfattista.
Guardando al futuro, Papa Leone XIV si augura che «la celebrazione dell'anniversario dei due decreti conciliari e il cammino che siamo chiamati a condividere per attuarli e renderli attuali si traducano in una rinnovata Pentecoste vocazionale nella Chiesa, suscitando vocazioni sante, numerose e perseveranti al sacerdozio ministeriale, affinché non manchino mai operai per la messe del Signore».
Il Papa conclude ringraziando il Signore che è sempre vicino e cammina con il suo popolo attraverso il sacerdote, «e ringrazio tutti voi, pastori e fedeli laici, che aprite le vostre menti e i vostri cuori al messaggio profetico dei decreti conciliari...". Presbyterorum ordinis y Optatam totius e sono pronti, insieme, a nutrirsi e a stimolarsi a vicenda per il cammino della Chiesa».
Agustín Velázquez Soriano.
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