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San Tommaso d'Aquino: vivere la verità

28/01/2026

Santo Tomás de Aquino: una vida entregada al estudio y a Dios

San Tommaso d'Aquino era un sacerdote, teologo e Dottore della Chiesa. La sua vita e il suo lavoro mostrano l'unione della fede e della ragione al servizio della formazione cristiana.

San Tommaso d'Aquino (1224/1225-1274) è una delle figure più influenti nella storia del cristianesimo. Sacerdote domenicano, docente universitario e Dottore della Chiesa, la sua vita e la sua opera dimostrano che l'amore per Dio e il rigore intellettuale non solo non si oppongono l'uno all'altro, ma sono anzi reciprocamente vantaggiosi. La Chiesa ha riconosciuto in lui un modello perenne per la formazione teologica, filosofica e spirituale, in particolare per quanto riguarda la formazione dei giovani. formazione dei sacerdoti.

Nato a Roccasecca, nel Regno di Sicilia, da una famiglia nobile, Tommaso ricevette la sua prima educazione presso l'abbazia benedettina di Montecassino. In seguito studiò all'Università di Napoli, dove entrò in contatto con i testi di Aristotele e con l'Ordine dei Predicatori appena fondato. Contro i piani della sua famiglia, decise di unirsi ai Domenicani. Questa scelta segnerà definitivamente la sua vita.

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Una vita dedicata allo studio e a Dio

La biografia di San Tommaso non è ricca di episodi spettacolari, ma è piena di fedeltà, lavoro e preghiera. Dopo essersi unito all'Ordine dei Predicatori, fu inviato a studiare a Parigi e a Colonia, dove fu discepolo di Sant'Alberto il Grande, uno dei grandi studiosi del XIII secolo. Lì si formò in filosofia e teologia, con un metodo che integrava la ragione umana e la rivelazione cristiana.

La sua famiglia, contraria alla sua vocazione religiosa, lo trattenne persino per un periodo per dissuaderlo. Tommaso rimase fermo. Questo episodio, lungi dall'essere un aneddoto, mostra un tratto essenziale del suo carattere: la serenità e la profonda convinzione con cui cercava la verità e realizzava la volontà di Dio.

Una volta ordinato sacerdote, sviluppò un'intensa carriera accademica. Insegnò all'Università di Parigi e in vari studi domenicani in Italia. Fu consigliere dei papi e partecipò attivamente alla vita intellettuale della Chiesa del suo tempo. Tuttavia, non comprese mai lo studio come fine a se stesso. Per Tommaso, lo studio era una forma di servizio: servire la Chiesa, la predicazione e la salvezza delle anime.

La spiritualità di San Tommaso è sobria e profonda. Uomo di preghiera, celebrava l'Eucaristia con grande raccoglimento. Nei suoi inni eucaristici - utilizzati ancora oggi nella liturgia, come il Pange lingua o il Adoro te devote- si percepisce una fede semplice e centrata su Cristo, che completa il suo enorme rigore intellettuale.

Morì il 7 marzo 1274 nell'abbazia di Fossanova, mentre si recava al Consiglio di Lione. Aveva circa 49 anni. Fu canonizzato nel 1323 e proclamato Dottore della Chiesa nel 1567. In seguito, la Chiesa lo avrebbe dichiarato Medico ordinario, Raccomandò la sua dottrina in modo speciale per la formazione teologica.

San Tommaso d'Aquino e la sua opera: attualità per la formazione cristiana

La grandezza di San Tommaso d'Aquino si manifesta soprattutto nella sua vasta e sistematica opera scritta. Tra tutti i suoi scritti, due si distinguono per la loro importanza e il loro impatto duraturo sulla vita della Chiesa.

Il Summa Theologiae è la sua opera più conosciuta. Concepita come un manuale per la formazione degli studenti di teologia, è strutturata in modo pedagogico: ogni domanda è posta con obiezioni, una risposta centrale e risposte finali. Questo metodo non cerca di confondere, ma di insegnare a pensare. Tommaso non teme le difficoltà e le domande, perché è fiducioso che la verità possa essere conosciuta ed espressa in modo chiaro.

Nel Summa Tratta i grandi temi della fede cristiana: Dio, la creazione, l'essere umano, la vita morale, Cristo e i sacramenti. Tutto è organizzato con un criterio chiaro: condurre l'uomo al suo fine ultimo, che è Dio. Questa visione olistica spiega perché la Chiesa continua a raccomandare quest'opera come base per gli studi ecclesiastici.

Il Summa contra Gentiles, ha un carattere più apologetico. È pensato per dialogare con coloro che non condividono la fede cristiana, mostrando che molte verità fondamentali possono essere raggiunte dalla ragione. È un'opera particolarmente rilevante oggi, in un contesto culturale pluralistico, dove la Chiesa è chiamata a dialogare con la ragione contemporanea senza rinunciare alla rivelazione.

Uno dei contributi centrali di San Tommaso è la armonia tra fede e ragione. Per lui, non ci può essere contraddizione tra le due cose, perché entrambe provengono da Dio. La ragione umana ha il suo campo e una dignità reale; la fede non la annulla, ma la eleva. Questo principio è stato esplicitamente ripreso dal Magistero della Chiesa, soprattutto nei documenti sulla formazione sacerdotale e sull'educazione cattolica.

È anche essenziale contribuire alla la teologia morale. La sua spiegazione della legge naturale, delle virtù e dell'azione umana rimane un solido riferimento per comprendere la morale cristiana come un percorso di realizzazione, non semplicemente come un insieme di regole. La morale, per San Tommaso, è una risposta libera e ragionevole all'amore di Dio.

San Tommaso d'Aquino propone cinque rimedi di sorprendente efficacia contro la tristezza.

1. Il primo rimedio è quello di concedersi un po' di relax.

È come se il famoso teologo avesse già intuito sette secoli fa l'idea, oggi così diffusa, che il cioccolato sia un antidepressivo. Può sembrare un'idea materialista, ma è chiaro che una giornata piena di amarezza può finire bene con una buona birra. 

Che una cosa del genere sia contraria al Vangelo è difficilmente dimostrabile: sappiamo che il Signore partecipava volentieri a banchetti e feste, e sia prima che dopo la Risurrezione godeva volentieri delle cose più belle della vita. Persino un Salmo afferma che il vino rallegra il cuore dell'uomo (anche se va chiarito che la Bibbia condanna chiaramente l'ubriachezza).

2. Il secondo rimedio è piangere

Spesso un momento di malinconia è più duro se non si riesce a trovare una via di fuga, e sembra che l'amarezza si accumuli fino al punto in cui non si riesce a portare a termine nemmeno il più piccolo compito. 

Il pianto è un linguaggio, un modo per esprimere e sciogliere il nodo del dolore che a volte può soffocarci. Anche Gesù ha pianto. E Papa Francesco sottolinea che "alcune realtà della vita possono essere viste solo con occhi che sono stati puliti dalle lacrime". Invito ciascuno di voi a chiedersi: ho imparato a piangere?.

3. Il terzo rimedio è la compassione degli amici.

Mi viene in mente il personaggio dell'amico di Renzo nel famoso libro "Los novios", che, in una grande casa disabitata a causa della peste, racconta le grandi disgrazie che hanno scosso la sua famiglia. "Sono eventi orribili, che non avrei mai pensato di vedere; cose che tolgono la gioia di vivere; ma parlarne tra amici è un sollievo". 

Bisogna sperimentarlo per crederci. Quando si sente triste, tende a vedere tutto in grigio. In questi momenti è molto efficace aprire la sua anima con un amico. A volte basta un breve messaggio o una telefonata e il quadro si illumina di nuovo.

4. Il quarto rimedio per la tristezza è la contemplazione della verità. 

È il "fulgor veritatis" di cui parla Sant'Agostino. Contemplare lo splendore delle cose, nella natura o in un'opera d'arte, ascoltare la musica, essere sorpresi dalla bellezza di un paesaggio... può essere un balsamo efficace contro la tristezza. 

Un critico letterario, pochi giorni dopo la morte di un caro amico, dovette intervenire sul tema dell'avventura in Tolkien. Esordì così: "Parlare di cose belle davanti a persone interessate è per me una vera consolazione...".

5. Dormire e fare il bagno.

Il quinto rimedio proposto da San Tommaso è forse quello che meno ci si aspetterebbe da un maestro medievale. Il teologo sostiene che un rimedio fantastico per la tristezza è dormire e fare un bagno. 

L'efficacia del consiglio è evidente. È profondamente cristiano capire che per rimediare a un male spirituale, a volte è necessario un sollievo corporeo. Da quando Dio è diventato Uomo, e quindi ha assunto un corpo, il mondo materiale ha superato la separazione tra materia e spirito.

Un pregiudizio diffuso è che la visione cristiana dell'uomo si basa sull'opposizione tra anima e corpo, e quest'ultimo è sempre visto come un peso o un ostacolo alla vita spirituale. 

In effetti, l'umanesimo cristiano ritiene che la persona (anima e corpo) sia completamente "spiritualizzata" quando cerca l'unione con Dio. Per usare le parole di San Paolo, c'è un corpo animale e un corpo spirituale, e noi non moriremo, ma saremo cambiati, perché questo corpo corruttibile deve indossare l'incorruttibilità, questo corpo mortale deve indossare l'immortalità.

Per tutte queste ragioni, San Tommaso d'Aquino è una figura particolarmente vicina alla missione della Chiesa. Fondazione CARF, che sostiene la formazione intellettuale, umana e spirituale dei seminaristi e dei sacerdoti di tutto il mondo. La sua vita ci ricorda che la Chiesa ha bisogno di pastori ben formati, capaci di pensare con rigore, insegnare con chiarezza e vivere con coerenza.


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