{"id":183021,"date":"2022-01-04T06:00:00","date_gmt":"2022-01-04T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/staging.fundacioncarf.org\/tiempos-de-crisis-tiempos-de-gracia\/"},"modified":"2025-04-07T11:59:14","modified_gmt":"2025-04-07T09:59:14","slug":"tiempos-de-crisis-tiempos-de-gracia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/tiempos-de-crisis-tiempos-de-gracia\/","title":{"rendered":"Tempi di crisi, tempi di grazia"},"content":{"rendered":"
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I tempi di crisi sono tempi di grazia. \u00c8 con questa sorprendente argomentazione che Papa Francesco ha iniziato il suo <\/span>discorso alla Curia romana (21-XII-2020)<\/a>\u00a0in occasione del Natale. E questo era il primo punto: il contrasto, si potrebbe dire, tra una cultura della morte e una cultura della morte.\u00a0<\/span>cultura della vita,<\/strong>\u00a0che trova il suo centro e la sua pienezza nell'incarnazione del Figlio di Dio.<\/span><\/p>\n<\/div>\n

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Natale pandemico<\/h3>\n

Ma, ha continuato, per cogliere, valorizzare e beneficiare di questo evento, sono necessarie alcune condizioni. Deve \"posizionarsi\" nel posto giusto.<\/strong>Questo avviene \"solo se siamo inerti, umili, essenziali\".<\/p>\n

Di fronte a questo \"Natale pandemico\", Francesco riflette ancora una volta sulla nostra situazione: \u00e8 stato, dice, \"un test importante e, allo stesso tempo, una grande opportunit\u00e0 per convertirsi e recuperare l'autenticit\u00e0\".<\/strong><\/p>\n

Convertirsi in cosa?<\/h3>\n

Il Papa riprende ora la proposta di quella meditazione molto speciale del 27 marzo in Piazza San Pietro: \"una piazza vuota ma piena di un'appartenenza comune che ci unisce a ogni angolo della terra\". Questa proposta, che viene ulteriormente sviluppata nell'enciclica\u00a0Fratelli tutti<\/a>non \u00e8 altro che la fraternit\u00e0.<\/p>\n

La pandemia ha dimostrato che siamo in una tempesta insieme, perch\u00e9 siamo fratelli e sorelle. Ecco perch\u00e9 \u00e8 importante saper sognare insieme.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n

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\"Tiempos<\/span><\/p>\n<\/div>\n

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\"Che il Natale sia un'opportunit\u00e0 per tutti di riscoprire la famiglia come culla della vita e della fede; un luogo di accoglienza dell'amore, del dialogo, del perdono, della solidariet\u00e0 fraterna e della gioia condivisa, una fonte di pace per tutta l'umanit\u00e0\". Messaggio di Natale di Papa Francesco, dicembre 2020<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n

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Tempo di crisi, tempo dello Spirito<\/h3>\n

Il secondo passo del suo discorso \u00e8 il significato delle crisi.<\/p>\n

La crisi \u00e8 il \"setaccio che setaccia il grano dopo il raccolto\". Le crisi, in definitiva le crisi di fede o di fiducia, sono state vissute dalle figure importanti nella storia della salvezza: Abramo, Mos\u00e8, Elia, Giovanni Battista, Paolo.<\/p>\n

Grazie alle loro \"crisi\" sono stati in grado di collaborare al loro posto nei piani di Dio. E cos\u00ec anche, suggerisce Francesco, \"ognuno di noi pu\u00f2 trovare il proprio posto\".<\/p>\n

Ma la 'crisi' pi\u00f9 eloquente \u00e8 stata quella di Ges\u00f9.<\/strong>Il Suo digiuno nel deserto, la Sua preghiera nel Getsemani e il Suo abbandono sulla croce.<\/p>\n

La Chiesa ha avuto le sue crisi ieri e oggi, che hanno prodotto molti scandali. Ma Soprattutto, risplende la testimonianza e la fiducia nel Dio vivente, che \u00e8 evidente nei santi.<\/strong> (molti di loro sono \"persone comuni\" accanto a noi).<\/p>\n

Sempre, osserva Francesco, ci possono essere coloro che guardano alla crisi senza la luce della fede e della speranza. Ma quando guardiamo al Vangelo nel modo giusto, con fede e umilt\u00e0, ci rendiamo conto che \"il Vangelo \u00e8 il primo a metterci in crisi\".<\/p>\n

E che \"il tempo della crisi \u00e8 un tempo dello Spirito\", perch\u00e9 possiamo avere \"l'esperienza di una Grazia nascosta nelle tenebre\". Perch\u00e9 l'oro viene purificato dal fuoco, e coloro che piacciono a Dio sono purificati nella fornace dell'umiliazione\" (S\u00ec 2,5<\/em>).<\/p>\n

Conversione, rinnovamento<\/h3>\n

In terzo luogo, siamo invitati a\u00a0distinguere le \"crisi\" dai \"conflitti\".<\/strong>. \"La crisi di solito ha un esito positivo, mentre il conflitto crea sempre un contrasto, una rivalit\u00e0\", un antagonismo apparentemente insolubile, divide tra giusti e colpevoli, genera gruppi chiusi che perdono di vista l'unit\u00e0 della realt\u00e0 e, nel caso della Chiesa, l'universalit\u00e0 della missione.<\/p>\n

Ogni corpo vivente \u00e8 in qualche modo sempre in crisi.<\/strong>La vita richiede una certa tensione, ma non un conflitto. Cos\u00ec anche la Chiesa<\/strong>I conflitti portano a una perdita di ricchezza e pluralit\u00e0 e bloccano alcune persone contro altre che sono anch'esse bloccate.<\/p>\n

Ecco perch\u00e9 Francesco afferma: \"La novit\u00e0 introdotta dalla crisi<\/strong>\u00a0Il desiderio dello Spirito non \u00e8 mai una novit\u00e0 in opposizione al vecchio, ma una novit\u00e0 che nasce dal vecchio e lo rende sempre fecondo\".<\/p>\n

E notate come Ges\u00f9 lo spiega in modo semplice e chiaro: \"...\".Se il chicco di grano non cade in terra e non muore, rimane infruttuoso; ma se muore, porta molto frutto\".<\/strong> (Gv 12,24<\/em>). Ecco perch\u00e9 non dobbiamo difenderci dalle crisi per cadere nei conflitti, che ci lascerebbero soli e ci condannerebbero alla sterilit\u00e0.<\/p>\n

Nel difenderci dalla crisi\", afferma, \"abbiamo ostacolato il lavoro di\u00a0la Grazia di Dio che vuole manifestarsi in noi e attraverso di noi<\/strong>\". Certamente, continua, \u00e8 necessario riconoscere realisticamente i fallimenti, gli scandali, i peccati, e quindi la\u00a0necessit\u00e0 di conversione.<\/strong><\/p>\n

Perch\u00e9 la conversione ci parla proprio di questo\".dobbiamo morire a un modo di essere, di ragionare e di agire che non riflette il Vangelo\".<\/strong>.<\/p>\n

E con questo ritorna alle \"condizioni\" per cogliere la novit\u00e0 che arriva con Ges\u00f9 Cristo: \"...\".Solo morendo a una certa mentalit\u00e0<\/strong>\u00a0far\u00e0 anche spazio alla novit\u00e0 che lo Spirito suscita costantemente nel cuore della Chiesa\".<\/p>\n

A questo punto fa riferimento alla lettera di San Paolo ai cristiani di Roma (cfr. Rm 12, 2<\/em>), quando scrive loro: \"Non adattatevi al mondo presente, ma\u00a0trasformatevi rinnovando la vostra mente<\/strong>in modo da poter\u00a0distinguere qual \u00e8 la volont\u00e0 di Dio<\/strong>Il buono, il piacevole, il perfetto\".<\/p>\n

Ancora una volta, \u00e8 il tema della conversione per il discernimento<\/strong>Il \"culto spirituale\" che \u00e8 la vita cristiana: offerta e servizio a Dio e al prossimo.<\/p>\n

Ogni crisi si pone, in breve, la necessit\u00e0 di un rinnovamento, di un passo avanti, di una conversione.<\/strong>. Non si tratta, dice il Papa in riferimento alla riforma nella Chiesa, di rivestire il corpo di Cristo con un cerotto (cfr. Lc 5, 36-38<\/em>), ma per mettergli addosso una veste nuova; per mettere questo vino nuovo, che \u00e8 sempre la grazia di Dio, in otri nuovi.<\/p>\n

Nella Tradizione della Chiesa, che \u00e8 come un fiume vivo in cui le origini sono sempre presenti, ci sono sempre cose nuove e vecchie (Mt 13, 52<\/em>).<\/p>\n

\"Le 'cose vecchie', spiega Francesco, sono la verit\u00e0 e la grazia che gi\u00e0 possediamo. Le cose nuove sono costituite dai diversi aspetti della verit\u00e0 che gradualmente arriviamo a comprendere. E citando Mahler e San Vincenzo di L\u00e9rins, sottolinea che colui che ci mantiene in quella dinamicit\u00e0 vivente \u00e8 lo Spirito Santo.<\/strong><\/p>\n

Se ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo<\/strong>ogni giorno ci avvicineremo sempre di pi\u00f9 a \"tutta la verit\u00e0\" (Gv 16,13<\/em>). Al contrario, senza la grazia dello Spirito Santo, deformeremmo la Chiesa in qualcosa di meramente umano.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n

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Gestione delle crisi<\/h3>\n

Quindi, chiede infine il Papa, cosa fare durante la crisi? E propone il seguente protocollo:<\/p>\n