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Tempo di crisi, tempo dello Spirito<\/h3>\n
Il secondo passo del suo discorso \u00e8 il significato delle crisi.<\/p>\n
La crisi \u00e8 il \"setaccio che setaccia il grano dopo il raccolto\". Le crisi, in definitiva le crisi di fede o di fiducia, sono state vissute dalle figure importanti nella storia della salvezza: Abramo, Mos\u00e8, Elia, Giovanni Battista, Paolo.<\/p>\n
Grazie alle loro \"crisi\" sono stati in grado di collaborare al loro posto nei piani di Dio. E cos\u00ec anche, suggerisce Francesco, \"ognuno di noi pu\u00f2 trovare il proprio posto\".<\/p>\n
Ma la 'crisi' pi\u00f9 eloquente \u00e8 stata quella di Ges\u00f9.<\/strong>Il Suo digiuno nel deserto, la Sua preghiera nel Getsemani e il Suo abbandono sulla croce.<\/p>\nLa Chiesa ha avuto le sue crisi ieri e oggi, che hanno prodotto molti scandali. Ma Soprattutto, risplende la testimonianza e la fiducia nel Dio vivente, che \u00e8 evidente nei santi.<\/strong> (molti di loro sono \"persone comuni\" accanto a noi).<\/p>\nSempre, osserva Francesco, ci possono essere coloro che guardano alla crisi senza la luce della fede e della speranza. Ma quando guardiamo al Vangelo nel modo giusto, con fede e umilt\u00e0, ci rendiamo conto che \"il Vangelo \u00e8 il primo a metterci in crisi\".<\/p>\n
E che \"il tempo della crisi \u00e8 un tempo dello Spirito\", perch\u00e9 possiamo avere \"l'esperienza di una Grazia nascosta nelle tenebre\". Perch\u00e9 l'oro viene purificato dal fuoco, e coloro che piacciono a Dio sono purificati nella fornace dell'umiliazione\" (S\u00ec 2,5<\/em>).<\/p>\nConversione, rinnovamento<\/h3>\n
In terzo luogo, siamo invitati a\u00a0distinguere le \"crisi\" dai \"conflitti\".<\/strong>. \"La crisi di solito ha un esito positivo, mentre il conflitto crea sempre un contrasto, una rivalit\u00e0\", un antagonismo apparentemente insolubile, divide tra giusti e colpevoli, genera gruppi chiusi che perdono di vista l'unit\u00e0 della realt\u00e0 e, nel caso della Chiesa, l'universalit\u00e0 della missione.<\/p>\nOgni corpo vivente \u00e8 in qualche modo sempre in crisi.<\/strong>La vita richiede una certa tensione, ma non un conflitto. Cos\u00ec anche la Chiesa<\/strong>I conflitti portano a una perdita di ricchezza e pluralit\u00e0 e bloccano alcune persone contro altre che sono anch'esse bloccate.<\/p>\nEcco perch\u00e9 Francesco afferma: \"La novit\u00e0 introdotta dalla crisi<\/strong>\u00a0Il desiderio dello Spirito non \u00e8 mai una novit\u00e0 in opposizione al vecchio, ma una novit\u00e0 che nasce dal vecchio e lo rende sempre fecondo\".<\/p>\nE notate come Ges\u00f9 lo spiega in modo semplice e chiaro: \"...\".Se il chicco di grano non cade in terra e non muore, rimane infruttuoso; ma se muore, porta molto frutto\".<\/strong> (Gv 12,24<\/em>). Ecco perch\u00e9 non dobbiamo difenderci dalle crisi per cadere nei conflitti, che ci lascerebbero soli e ci condannerebbero alla sterilit\u00e0.<\/p>\nNel difenderci dalla crisi\", afferma, \"abbiamo ostacolato il lavoro di\u00a0la Grazia di Dio che vuole manifestarsi in noi e attraverso di noi<\/strong>\". Certamente, continua, \u00e8 necessario riconoscere realisticamente i fallimenti, gli scandali, i peccati, e quindi la\u00a0necessit\u00e0 di conversione.<\/strong><\/p>\nPerch\u00e9 la conversione ci parla proprio di questo\".dobbiamo morire a un modo di essere, di ragionare e di agire che non riflette il Vangelo\".<\/strong>.<\/p>\nE con questo ritorna alle \"condizioni\" per cogliere la novit\u00e0 che arriva con Ges\u00f9 Cristo: \"...\".Solo morendo a una certa mentalit\u00e0<\/strong>\u00a0far\u00e0 anche spazio alla novit\u00e0 che lo Spirito suscita costantemente nel cuore della Chiesa\".<\/p>\nA questo punto fa riferimento alla lettera di San Paolo ai cristiani di Roma (cfr. Rm 12, 2<\/em>), quando scrive loro: \"Non adattatevi al mondo presente, ma\u00a0trasformatevi rinnovando la vostra mente<\/strong>in modo da poter\u00a0distinguere qual \u00e8 la volont\u00e0 di Dio<\/strong>Il buono, il piacevole, il perfetto\".<\/p>\nAncora una volta, \u00e8 il tema della conversione per il discernimento<\/strong>Il \"culto spirituale\" che \u00e8 la vita cristiana: offerta e servizio a Dio e al prossimo.<\/p>\nOgni crisi si pone, in breve, la necessit\u00e0 di un rinnovamento, di un passo avanti, di una conversione.<\/strong>. Non si tratta, dice il Papa in riferimento alla riforma nella Chiesa, di rivestire il corpo di Cristo con un cerotto (cfr. Lc 5, 36-38<\/em>), ma per mettergli addosso una veste nuova; per mettere questo vino nuovo, che \u00e8 sempre la grazia di Dio, in otri nuovi.<\/p>\nNella Tradizione della Chiesa, che \u00e8 come un fiume vivo in cui le origini sono sempre presenti, ci sono sempre cose nuove e vecchie (Mt 13, 52<\/em>).<\/p>\n\"Le 'cose vecchie', spiega Francesco, sono la verit\u00e0 e la grazia che gi\u00e0 possediamo. Le cose nuove sono costituite dai diversi aspetti della verit\u00e0 che gradualmente arriviamo a comprendere. E citando Mahler e San Vincenzo di L\u00e9rins, sottolinea che colui che ci mantiene in quella dinamicit\u00e0 vivente \u00e8 lo Spirito Santo.<\/strong><\/p>\nSe ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo<\/strong>ogni giorno ci avvicineremo sempre di pi\u00f9 a \"tutta la verit\u00e0\" (Gv 16,13<\/em>). Al contrario, senza la grazia dello Spirito Santo, deformeremmo la Chiesa in qualcosa di meramente umano.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n
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Gestione delle crisi<\/h3>\n
Quindi, chiede infine il Papa, cosa fare durante la crisi? E propone il seguente protocollo:<\/p>\n
\n- Accettarlo come un tempo di grazia (datoci per scoprire la volont\u00e0 di Dio per ciascuno di noi e per tutta la Chiesa).<\/li>\n
- Preghiera<\/strong> di pi\u00f9, per quanto possibile; allo stesso tempo, fare ci\u00f2 che possiamo con i fiducia in Dio<\/strong> (perch\u00e9 la speranza cristiana \u00e8 una speranza attiva),<\/li>\n
- Servire<\/strong> agli altri con pace e serenit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n
In breve \"La crisi \u00e8 un movimento, fa parte del cammino\".<\/strong>. \"Il conflitto, invece, \u00e8 una falsa strada, \u00e8 un vagare senza meta n\u00e9 scopo, \u00e8 rimanere nel labirinto, \u00e8 solo uno spreco di energia e un'opportunit\u00e0 per il male\". E il primo male a cui porta il conflitto \u00e8 la mormorazione, che ci blocca nell'autoreferenzialit\u00e0 e trasforma ogni crisi in un conflitto.<\/p>\nInfine, per quanto riguarda il servizio, sottolinea che il nostro servizio deve essere rivolto soprattutto ai poveri e ai bisognosi, ai quali dobbiamo anche annunciare la Buona Novella (cfr. Mt 11, 5<\/em>).<\/p>\nRiferendosi a L\u00e9vinas, Francesco dice che \"Conosce veramente Dio solo chi accoglie i poveri che vengono dal basso con la loro miseria e che, in questa veste, sono inviati dall'alto\".<\/strong>. E anche che \"non possiamo vedere il volto di Dio, ma possiamo sperimentarlo quando si volta verso di noi, quando onoriamo il volto del nostro prossimo, dell'altro che ci coinvolge con le sue necessit\u00e0\" (cfr. E. L\u00e9vinas, Totalit\u00e9 et infini, Paris 2000; Totalidad e infinito, S\u00edgueme, Salamanca 2016.<\/em>). In questo modo possiamo vedere Dio nel volto dei poveri.<\/strong><\/p>\nConversione dal realismo della nostra povert\u00e0; conversione alla fraternit\u00e0, conversione al discernimento. Fiducia in Dio, umilt\u00e0 e coraggio di lavorare e servire.<\/p>\n
Una buona tabella di marcia per la gestione delle crisi (non solo di questa) e per vivere questo Natale pandemico.<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n
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Signor Ramiro Pellitero Iglesias, <\/strong>Professore di Teologia Pastorale presso la Facolt\u00e0 di Teologia dell'Universit\u00e0 di Navarra.<\/p>\nPubblicato in Chiesa e nuova evangelizzazione.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n
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Tempi di crisi: Heidegger dice che l'uomo \u00e8 nato per essere gettato nella morte. Queste navi non possono mai raggiungere un porto sicuro. Ma la sua discepola Hanna Arendt, sulle rovine dei totalitarismi del XX secolo, sottolinea il contrario.<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":183545,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"give_campaign_id":0,"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-183021","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/183021","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=183021"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/183021\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":214786,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/183021\/revisions\/214786"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/183545"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=183021"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=183021"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=183021"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}