{"id":182984,"date":"2024-10-14T06:00:00","date_gmt":"2024-10-14T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/staging.fundacioncarf.org\/san-pablo-vi-y-san-josemaria-escriva\/"},"modified":"2026-05-20T11:14:09","modified_gmt":"2026-05-20T09:14:09","slug":"san-pablo-vi-y-san-josemaria-escriva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/san-pablo-vi-y-san-josemaria-escriva\/","title":{"rendered":"San Paolo VI e San Josemar\u00eda Escriv\u00e1"},"content":{"rendered":"
Non possiamo dimenticare che la nostra Facolt\u00e0 \u00e8 stata eretta come tale nel 1969, durante il Suo Pontificato. Tale riconoscimento del compito iniziato qualche anno prima con l'incoraggiamento di santo Josemar\u00eda Escriv\u00e1 de Balaguer<\/a> fa parte dell'impulso teologico che San Paolo VI ha voluto dare alla Chiesa negli anni successivi alla conclusione del Il Concilio Vaticano II<\/a>.<\/p>\n\n\n\n Nell'ottobre 1999 ho avuto l'opportunit\u00e0 di preparare il discorso di benvenuto per i partecipanti a una Giornata di studio su \"...\".L'uomo moderno alla ricerca di Dio, secondo il Magistero di Paolo VI<\/em>\"Vorrei ricordare con gratitudine alcune testimonianze su Paolo VI che, per vari motivi, sono legate a questa Facolt\u00e0 di Teologia. In quell'occasione ho voluto ricordare con gratitudine alcune testimonianze su Paolo VI che, per vari motivi, sono legate a questa Facolt\u00e0 di Teologia, e sono quindi particolarmente care a noi che lavoriamo qui.<\/p>\n\n\n\n Oggi, a distanza di vent'anni, ritengo che la canonizzazione realizzata dal Papa Francesco<\/a> \u00e8 un buon motivo per ricordarli di nuovo.<\/p>\n\n\n\n Cominciamo con un dettaglio, puramente aneddotico ma significativo, che si riferisce alle prime occasioni in cui un professore della nostra Facolt\u00e0 fu ricevuto personalmente da Paolo VI, anche se alla data in cui si svolsero questi incontri, il 1943, il professor Orlandis - docente dell'Universit\u00e0 di Murcia e giovane ricercatore - non era ancora professore di questa Facolt\u00e0, e Juan Bautista Montini non era ancora Paolo VI.<\/p>\n\n\n\n In una delle occasioni in cui si erano incontrati, l'udienza precedente si era protratta un po' pi\u00f9 a lungo del solito e l'usciere incaricato di introdurre i visitatori nell'ufficio di Monsignor Montini si sent\u00ec in dovere di fare conversazione con D. Montini. Jos\u00e9 Orlandis<\/a> per ravvivare l'attesa.<\/p>\n\n\n\n Durante la conversazione\", ricorda il Prof. Orlandis, \"l'opinione che aveva di Montini e l'immagine che presentava davanti ai suoi occhi, cos\u00ec abituati a contemplarlo cos\u00ec da vicino, si presentarono come una confidenza. La definizione, detta nel linguaggio popolare di un vecchio romano, fu cos\u00ec divertente per me - prosegue Orlandis - che non potr\u00f2 mai dimenticarla: \"Monsignore \u00e8 proprio un santo: lavora sempre, quasi non dorme e mangia come un uccelletto!\".\"<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n Questa definizione, un po' singolare nella sua forma, \u00e8 comunque una testimonianza espressiva della capacit\u00e0 di lavoro e dell'affetto che Giovanni Battista Montini suscitava in coloro che assistevano al suo lavoro quotidiano.<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n In occasione di un altro incontro, il 21 gennaio 1945, il professor Orlandis consegn\u00f2 al futuro Papa Paolo VI una copia de Il Cammino, che San Josemar\u00eda Escriv\u00e1 gli aveva inviato a Roma qualche giorno prima. Ebbene, quel libro non sarebbe rimasto abbandonato sugli scaffali di una biblioteca, ma avrebbe avuto anche una sua storia, che abbiamo potuto conoscere molti anni dopo.<\/p>\n\n\n\n Concesso da Paolo VI alla Beato Alvaro del Portillo<\/a> Trent'anni dopo, cio\u00e8 nel 1975, poco dopo la morte di San Josemar\u00eda, egli parl\u00f2 al suo successore alla guida dell'Opus Dei di quel libro, che ancora conservava con cura.<\/p>\n\n\n\n Ecco come il Vescovo del Portillo ha ricordato quella conversazione: \"Paolo VI mi parl\u00f2 del Padre con ammirazione e mi disse che era convinto che fosse stato un santo. Mi conferm\u00f2 che aveva letto Il Cammino ogni giorno per molti anni e che gli aveva fatto un gran bene all'anima\" (\u00c1lvaro del Portillo, Intervista sul Fondatore dell'Opus Dei, p. 18).<\/p>\n\n\n\n L'affetto di Paolo VI per San Josemar\u00eda era gi\u00e0 evidente quando sent\u00ec parlare di lui per la prima volta.<\/strong> e dell'opera apostolica che stava portando avanti<\/strong>Montini pag\u00f2 di tasca sua le spese per la concessione della nomina a Prelato Domestico di Sua Santit\u00e0, che il Beato \u00c1lvaro del Portillo aveva richiesto per San Josemar\u00eda Escriv\u00e1 (\u00c1lvaro del Portillo, Intervista sul Fondatore dell'Opus Dei, p. 18).<\/p>\n\n\n\n Monsignor Montini e Josemar\u00eda Escriv\u00e1 ebbero l'opportunit\u00e0 di incontrarsi per la prima volta nel 1946, in occasione del primo viaggio a Roma del fondatore dell'Ordine di Malta. L'Opus Dei<\/a>. San Josemar\u00eda ricord\u00f2 per tutta la vita, e lo disse ripetutamente, che il Vescovo Montini fu la prima mano amica che incontr\u00f2 al suo arrivo a Roma, e che ebbe sempre un affetto cordiale per lui.<\/p>\n\n\n\n Quando Josemar\u00eda Escriv\u00e1<\/a> Quando fu ricevuto in udienza da Paolo VI, rimase profondamente colpito nel vedere nel Santo Padre il volto gentile che aveva incontrato negli uffici vaticani durante il suo primo viaggio a Roma.<\/p>\n\n\n\n Ecco come si esprimeva semplicemente nella lettera che gli scrisse pochi giorni dopo quell'intervista: \"Mi sembrava di rivedere il sorriso gentile e di riascoltare le gentili parole di incoraggiamento - furono le prime che sentii in Vaticano - di Sua Eccellenza Mons. Montini, nell'ormai lontano 1946: ma ora era Pietro che sorrideva, che parlava, che benediceva! Il testo di questa lettera si trova in A. de Fuenmayor - V. G\u00f3mez Iglesias - J. L. Illanes, El itinerario jur\u00eddico del Opus Dei, pag. 574).<\/p>\n\n\n\n Sono semplici promemoria della storia recente che testimoniano la categoria umana.<\/p>\n\n\n\n Giovanni Battista Montini - Paolo VI - nacque a Concesio, nella regione italiana della Lombardia, vicino a Brescia, il 26 settembre 1897. Mor\u00ec a Castelgandolfo la sera della Festa della Trasfigurazione del Signore (6 agosto) nel 1978. Era ordinato sacerdote<\/a> il 29 maggio 1920 e vescovo il 12 dicembre 1954. Il 15 dicembre 1958 fu creato cardinale, il primo nella lista dei primi cardinali di Papa Giovanni XXIII. Dal 1954 fu Arcivescovo di Milano, dove rimase fino alla sua elezione alla Sede di Pietro il 21 giugno 1963.<\/p>\n\n\n\n Nel 1922 \u00e8 entrato nel corpo diplomatico della Santa Sede. Dopo sei anni a Varsavia, fu trasferito a Roma e prest\u00f2 servizio nella Curia romana fino al 1954. Nel 1952 fu nominato Procuratore di Stato da Pio XII. Ha lavorato anche nella pastorale giovanile e universitaria e nell'Azione Cattolica.<\/p>\n\n\n\n Come Papa, ha continuato, promosso e coronato il Concilio Vaticano II, ha attuato le sue prime riforme, ha promosso l'ecumenismo e il dialogo interreligioso e ha intrapreso viaggi apostolici in diversi continenti. Fu autore di sette encicliche e grande apostolo del dialogo e dell'avvicinamento alla cultura contemporanea. \u00c8 stato beatificato da Papa Francesco il 19 ottobre 2014, in occasione della messa di chiusura di un Sinodo dei Vescovi, un'istituzione promossa da Paolo VI nel 1965.<\/p>\n\n\n\n
<\/figure>\n\n\n\nPrima di essere Paolo VI: Giovanni Battista Montini<\/h2>\n\n\n\n
Anni dopo<\/h2>\n\n\n\n

In un'udienza<\/h3>\n\n\n\n
24 gennaio 1964<\/h2>\n\n\n\n
\n\n\n\nBreve biografia di Paolo VI<\/h3>\n\n\n\n