{"id":160935,"date":"2022-11-14T12:35:37","date_gmt":"2022-11-14T11:35:37","guid":{"rendered":"https:\/\/carfundacion.roymo.info\/?post_type=testimonios&#038;p=160935"},"modified":"2025-10-23T13:00:02","modified_gmt":"2025-10-23T11:00:02","slug":"arjan-dodaj-auxiliar-de-tirana-del-comunismo-al-sacerdocio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/arjan-dodaj-auxiliar-de-tirana-del-comunismo-al-sacerdocio\/","title":{"rendered":"L'arcivescovo Arjan Dodaj: dal comunismo al sacerdozio"},"content":{"rendered":"<div class=\"et_pb_section et_pb_section_145 et_section_regular\">\n<div class=\"et_pb_row et_pb_row_787\">\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_5 et_pb_column_2208 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_pb_column_empty\"><\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_3_5 et_pb_column_2209 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough\">\n<div class=\"et_pb_module et_pb_text et_pb_text_848 post-excerpt et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_5 et_pb_column_2210 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child et_pb_column_empty\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_row et_pb_row_788\">\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_5 et_pb_column_2211 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_pb_column_empty\"><\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_3_5 et_pb_column_2212 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough\">\n<div class=\"et_pb_module et_pb_text et_pb_text_849 et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light\">\n<div class=\"et_pb_text_inner\">\n<h2>Arjan Dodaj Arcivescovo di Tirana-Durr\u00ebs<\/h2>\n<p><strong>Monsignor Arjan Dodaj \u00e8 arcivescovo di Tirana-Durr\u00ebs (Albania). <\/strong><strong>La sua vita non \u00e8 stata facile. \u00c8 nato a La\u00e7-Kurbin, nella stessa arcidiocesi, il 21 gennaio 1977. Nel 1993, all'et\u00e0 di 16 anni, dopo aver completato gli studi primari e secondari nella sua citt\u00e0 natale, emigra in Italia e si stabilisce a Cuneo, dove inizia a lavorare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ha lavorato come saldatore - pi\u00f9 di 10 ore al giorno - e alla fine ha trovato la fede cristiana nella Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce. \u00c8 stato educato all'ateismo, ma quando ha incontrato Cristo, \u00e8 stato battezzato e Dio lo ha chiamato al sacerdozio. <\/strong><strong>Ho contattato <a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/es\/bollettino\/pubblico\/2020\/04\/09\/rem.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mons. Arjan Dodaj<\/a> attraverso alcuni studenti della Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce, i cui membri studiano tutti presso la Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce a Roma, grazie al sostegno della Fondazione CARF.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mons. Arjan Dodaj ha raccontato alla Fondazione CARF la sua testimonianza di conversione e la sua vocazione.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Una storia potente\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>\"Tutte le storie sono commoventi, se pensiamo che ogni storia ha a che fare con una persona, con un essere umano, con il suo mondo e la sua vita. Tuttavia, ci sono storie che sono pi\u00f9 scioccanti di altre, almeno per alcuni di noi che hanno avuto l'opportunit\u00e0 di vivere e vedere con i propri occhi alcune situazioni che hanno scosso l'esistenza di alcuni Paesi in particolare.<\/p>\n<p>Ricordo ancora, infatti, da dodicenne, i barconi che arrivavano in Italia dall'Albania negli anni '90, pieni, pieni di persone stipate nelle stive, sui ponti, riempiendo ogni spazio, ogni buco disponibile per fuggire dalla povert\u00e0, dall'insicurezza e dall'incertezza che regnavano nel Paese balcanico. Potrebbe essere stata la prima volta che l'Italia ha sperimentato il fenomeno dell'immigrazione di massa, un fenomeno per il quale era impreparata e che ora \u00e8 un fatto quotidiano.<\/p>\n<p><strong>- Sono fuggito su una nave dalla mia patria... Ora sono tornato come vescovo.<\/strong><\/p>\n<p>Ebbene, oggi raccontiamo la storia di qualcuno che ha vissuto tutto questo di persona, perch\u00e9 uno dei ragazzi su quelle barche che abbiamo visto oggi in TV \u00e8 un vescovo. Nato a La\u00e7-Kurbin, sulla costa albanese, \u00e8 arrivato in Italia come emigrante all'et\u00e0 di 16 anni, dopo aver attraversato l'Adriatico su un barcone. Fuggito dal suo Paese in una calda notte stellata del settembre 1993, in cerca di un futuro e di un modo per aiutare la sua povera famiglia, oggi \u00e8 l'arcivescovo metropolita di Tirana-Durr\u00ebs nel suo Paese.<\/p>\n<p>Mentre lavorava come saldatore e giardiniere, per pi\u00f9 di dieci ore al giorno, si \u00e8 imbattuto nella comunit\u00e0 dei Figli della Croce, i cui membri ora studiano tutti presso la Scuola Superiore della Sanit\u00e0. <strong>Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce<\/strong> grazie all'aiuto ricevuto dalla Fondazione CARF - Fondazione Centro Accademico Romano - e ha riscoperto la fede cristiana, che era proibita nel suo Paese, a causa della dottrina dell'ateismo di Stato, ma che era comunque rimasta impressa nel suo cuore, come un ricordo lontano, grazie alle canzoni che sua nonna gli sussurrava all'orecchio.<\/p>\n<p><strong>- <\/strong><em><strong>Grazie, monsignor Dodaj, \u00e8 un onore avere l'opportunit\u00e0 di intervistarla oggi per i nostri lettori di lingua spagnola. E sai che, come italiano, la tua storia mi tocca personalmente.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Grazie a voi, \u00e8 un piacere, perch\u00e9 per me, come per molti albanesi che conoscevano l'Italia attraverso la televisione italiana che potevamo guardare nel nostro Paese, c'era un solo desiderio: andare in Italia.<\/p>\n<h3><strong>Una famiglia umile e semplice<\/strong><\/h3>\n<p><strong>-\u00a0<\/strong><em><strong>Mi ha colpito molto la sua storia, quella fede che si conserva, anzi si semina e si seppellisce nel cuore, senza che uno se ne renda conto, e poi fiorisce dopo molti anni...<\/strong><\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, e tutto grazie alla mia famiglia, una famiglia molto umile e semplice, originaria del nord dell'Albania. Cos\u00ec sono nata a La\u00e7, una citt\u00e0 conosciuta soprattutto per il santuario dedicato a Sant'Antonio, molto caro a tutti gli albanesi, che si trova sulla montagna dietro il mio villaggio. Questo santuario \u00e8 un luogo che mi ha sempre accompagnato nella mia vita. Infatti, fin da quando ero bambina, la scuola che frequentavo si trovava ai piedi della montagna, e proprio accanto ad essa c'era il sentiero lungo il quale, soprattutto il marted\u00ec, in occasione della festa del Santo, o di altre feste di cui all'epoca non ero a conoscenza, molte persone si recavano a pregare per l'intercessione di Sant'Antonio.<\/p>\n<h3><strong>Un paese comunista\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><em><strong>- E questo nonostante viva in un Paese comunista?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, e nonostante i rigidi divieti del sistema comunista in un Paese che, di fatto, era ateo per costituzione. La mia famiglia proveniva da un ambiente umile: mio padre lavorava in una fabbrica e mia madre in un cantiere. Oltre a me c'erano le mie due sorelle. Siamo cresciuti insieme con molta semplicit\u00e0 e carit\u00e0, con molto amore e senso di appartenenza a quel grande dono che \u00e8 la famiglia.<\/p>\n<p>Nel villaggio vicino a La\u00e7 vivevano i miei nonni materni, che ho avuto pi\u00f9 opportunit\u00e0 di conoscere, dato che non erano lontani. L\u00ec ho avuto, in un certo senso, il mio primo approccio alla dimensione religiosa, che loro vivevano con grande discrezione ma, allo stesso tempo, con un profondo senso dell'esistenza di Dio. Anche se inconsciamente, oserei dire che \u00e8 stato proprio quando ho visto i miei nonni che ho potuto respirare per la prima volta l'esperienza della fede.<\/p>\n<p>Mia nonna si trovava ogni giorno davanti a una struttura di fronte alla casa, che non sapevo fosse la chiesa del villaggio: stava l\u00ec, in piedi, con il suo rosario in mano, e pregava. Mio nonno, invece, iniziava sempre la giornata con il rosario e solo dopo venivano tutte le altre attivit\u00e0. Queste pratiche mi erano sconosciute, eppure mi hanno trasmesso qualcosa della loro fede, di ci\u00f2 che credevano in modo cos\u00ec 'accessibile': la presenza di Dio, invisibile ma visibile nei loro cuori.<\/p>\n<h3><strong>Fuga dall'Albania\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><em><strong>- Negli anni '90 decise di fuggire in Italia: perch\u00e9? <\/strong><\/em><\/p>\n<p>A quel tempo stavamo uscendo dalla cortina di ferro in cui si trovava il nostro Paese, e apparve il pluralismo e, con esso, la possibilit\u00e0 della democrazia, cos\u00ec molti albanesi cercarono di trovare un futuro migliore in Occidente. Personalmente, ho cercato pi\u00f9 volte di fuggire, soprattutto in Italia. Il primo tentativo fu l'8 agosto 1991, dopo il primo esodo di massa che molti italiani e albanesi ricordano, quello di marzo, quando avevo quattordici anni.<\/p>\n<p>In quell'occasione, ci fu il caso della famosa nave Vlora che trasportava circa 20.000 immigrati. Invece, la barca che avevo deciso di prendere con molte altre persone si \u00e8 rotta e - oserei dire - per grazia, non \u00e8 partita. Ho capito che sarebbe stato un viaggio di grande sofferenza, povert\u00e0 e difficolt\u00e0. In seguito, ho fatto diversi altri tentativi per riuscire, come molti miei amici della stessa et\u00e0 e numerosi adulti e famiglie, a trovare un futuro migliore in Occidente.<\/p>\n<p>Non era un futuro che cercavo per me stessa, ero spinta dal desiderio di provvedere anche alla mia famiglia: le mie sorelle, i miei genitori, che avevano sofferto tanto in estrema povert\u00e0 e grandi persecuzioni durante la dittatura comunista.<\/p>\n<h3><strong>La seconda fuga\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><em><strong>- E finalmente arriv\u00f2 l'occasione...<\/strong><\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, nel 1993, attraverso organizzazioni ovviamente clandestine. Era la notte tra il 15 e il 16 settembre 1993, all'epoca avevo 16 anni. Certamente, alla mia giovane et\u00e0, non ero consapevole di questa avventura perch\u00e9, come ho detto, avevo un solo desiderio: andare in Italia. Come albanesi, conoscevamo l'Italia solo attraverso ci\u00f2 che vedevamo sui canali italiani.<\/p>\n<p>Il viaggio \u00e8 iniziato dalla laguna della mia citt\u00e0 natale, Patok, dove ha attraccato una barca proveniente dal Sud Italia. Eravamo in tutto quaranta persone e avevamo pagato una somma considerevole, il che era quasi impossibile per noi. Per questo motivo mi ero indebitata ma, al momento della partenza, ognuno di noi aveva necessariamente gi\u00e0 pagato la somma di un milione e seicentomila lire, qualcosa come 850 euro, che a quel tempo, e soprattutto in un Paese come il nostro, era una somma considerevole.<\/p>\n<h3><strong>Ho lasciato un pezzo del mio cuore\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>Ricordo molto bene quella notte del 15 settembre: il bellissimo cielo stellato e il mare calmo. Mentre viaggiavamo e ci allontanavamo dalla riva, potevo vedere le luci del mio villaggio affievolirsi. In qualche modo, ho sentito che un pezzo del mio cuore si stava lentamente staccando. Siamo arrivati a Carovigno, in Puglia. L\u00ec fummo prelevati e portati in una casa in rovina in mezzo agli uliveti. Poi, la mattina successiva, insieme ad altre persone, ho preso il treno per Bari e poi, nello stesso pomeriggio, per Torino. Infatti, altri amici ci aspettavano in Piemonte per aiutarci a inserirci nella realt\u00e0 italiana.<\/p>\n<h3><strong>Lavoro come saldatore\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><em><strong>- Non riesco nemmeno a immaginare quanto debba essere stato difficile....<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Naturalmente, e ancora pi\u00f9 difficile a causa dell'urgenza di pagare il debito che avevo lasciato in Albania. Quando sono arrivata in Italia - grazie a Dio - ho avuto dei connazionali che mi hanno aiutato e sostenuto nel primo periodo. Dopo Torino sono andato a Milano, dove ho sempre cercato di trovare un lavoro. Mi sono spostata a piedi, andando ovunque vedessi una gru, per entrare nel cantiere o ovunque vedessi un ristorante, per cercare di entrare come lavapiatti, ma purtroppo non \u00e8 stato facile.<\/p>\n<p>Altri amici mi hanno poi detto che a Cuneo, in Piemonte, c'era la possibilit\u00e0 di trovare qualcosa. Cos\u00ec sono andato l\u00ec. Mi sono stabilita l\u00ec e ho trovato subito aiuto in una casa di accoglienza fondata da Franco Mondino: Casa Ristoro e Pace. Cos\u00ec ho iniziato a lavorare prima come saldatore e poi sono passato all'edilizia. Il primo periodo in Italia \u00e8 stato davvero pieno di difficolt\u00e0, soprattutto a causa dell'assenza della mia famiglia e del dovermi adattare a una realt\u00e0 totalmente nuova. Ma in seguito, con la grazia del Signore, ho capito e apprezzato sempre di pi\u00f9 questo periodo faticoso.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_5 et_pb_column_2213 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child et_pb_column_empty\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_row et_pb_row_789\">\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_5 et_pb_column_2214 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_pb_column_empty\"><\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_3_5 et_pb_column_2215 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough\">\n<div class=\"et_pb_module et_pb_image et_pb_image_182\">\n<p><span class=\"et_pb_image_wrap\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-160940\" title=\"Mons. Arjan Dodaj Vescovo ausiliare di Tirana\" src=\"https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/5.jpeg\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 784px, 100vw\" srcset=\"https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/5.jpeg 784w, https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/5-480x301.jpeg 480w\" alt=\"Mons. Arjan Dodaj obispo auxiliar de Tirana.\" \/><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_with_border et_pb_module et_pb_text et_pb_text_850 leyenda et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light\">\n<div class=\"et_pb_text_inner\">\n<p>Don Arjan con Papa Francesco.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_5 et_pb_column_2216 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child et_pb_column_empty\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_row et_pb_row_790\">\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_5 et_pb_column_2217 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_pb_column_empty\"><\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_3_5 et_pb_column_2218 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough\">\n<div class=\"et_pb_module et_pb_text et_pb_text_851 et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light\">\n<div class=\"et_pb_text_inner\">\n<h2>L'incontro con la Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce<\/h2>\n<p><em><strong>- Fino all'incontro con la Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce e con la fede cristiana...<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il mio incontro con la Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce, il ramo sacerdotale della Casa di Maria, \u00e8 avvenuto nel 1993, precisamente a Cuneo. L\u00ec ho conosciuto un sacerdote, Padre Massimo Allisiardi, che era coinvolto nella vita della comunit\u00e0. Cos\u00ec, su suo invito, ho iniziato a frequentare anche il suo gruppo di preghiera, entrando sempre pi\u00f9 in contatto con i fondatori della Casa di Maria: Padre Giacomo Martinelli e Nicoletta Reschini.<\/p>\n<p>Attraverso di loro sono venuto a conoscenza dell'evento straordinario di <a href=\"https:\/\/fundacioncarf.org\/testimonios-sacerdotes\/la-virgen-de-medjugorje\/\">Medjugorje,<\/a> dove la Madonna appare da pi\u00f9 di quarant'anni. Nel contesto e nella concezione di ateismo totale in cui sono cresciuta, il solo fatto di venire a conoscenza dell'esistenza di Dio e dell'apparizione di Nostra Signora, e di farne poi un'esperienza viva, \u00e8 stato per me l'inizio di una vita completamente nuova.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dopo un anno di discernimento, catechesi e vita spirituale, ho ricevuto il sacramento del Battesimo. In quel periodo nacque e si fece sempre pi\u00f9 chiaro in me il desiderio di una consacrazione totale al Signore nella vita sacerdotale, insieme ad altri giovani della comunit\u00e0.<\/p>\n<h3><strong>Il dono vocazionale\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><em><strong>- Un cambiamento radicale nella sua vita...<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Naturalmente! E i miei studi sono stati una conseguenza di questo viaggio e del discernimento dei miei superiori. Dopo tre anni come membro esterno della comunit\u00e0 della Casa di Maria (dal 1994 al 1997), sono stata definitivamente ammessa e ho cos\u00ec iniziato i miei studi in Filosofia e Teologia.<\/p>\n<p>Certamente, nell'ambito della formazione sacerdotale, questi studi assumono un aspetto importante, anche se non sono il punto determinante. In effetti, l'incontro con la Chiesa \u00e8 stato decisivo per me attraverso quella piccola realt\u00e0 in cui la provvidenza di Dio mi aveva collocato: l'esperienza carismatica che il Signore mi ha dato nella Casa di Maria e nella Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce, oggi riconosciuta come societ\u00e0 di vita apostolica.<\/p>\n<p>Credo che questa formazione e conversione non sia solo un fatto di come sono andate le cose, ma sia una necessit\u00e0 concreta e quotidiana. Ognuno di noi deve sviluppare e vivere il dono vocazionale nel contesto stabile della verifica e dell'esperienza ecclesiale e comunitaria. La chiamata del Signore \u00e8 quotidiana, cos\u00ec come la nostra risposta, che si incarna sempre nel volto concreto della Chiesa.<\/p>\n<p>Cos\u00ec sono stato ordinato sacerdote l'11 maggio 2003 da Papa Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro.<\/p>\n<h3><strong>Al servizio del Signore\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><em><strong>- E ora lei \u00e8 il primo vescovo della fraternit\u00e0 - una grande responsabilit\u00e0!<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Francamente, nella fraternit\u00e0 sento di essere uno dei fratelli del Signore, come tutti gli altri, anzi il pi\u00f9 indegno. Per me, essere vescovo non \u00e8 un punto di arrivo, ma una chiamata a una vigilanza ancora maggiore, a un servizio ancora maggiore e a una risposta sempre pi\u00f9 umile. Sento un maggiore bisogno del sostegno orante dei miei fratelli e della mia comunit\u00e0, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che il Signore mi ha dato in questo carisma pu\u00f2 arricchire e servire la Sua Chiesa. Pertanto, non sono affatto scollegato dalla storia che mi ha generato.<\/p>\n<p>Al contrario - come ho gi\u00e0 detto - ho bisogno di attingere sempre di pi\u00f9 a questa fonte vitale, per mettermi al servizio dove il Signore mi ha voluto. Ed \u00e8 per questo che mi sento chiamato a contribuire con i doni che il Signore mi ha dato e con ci\u00f2 che dice alla Chiesa attraverso sua Madre, il Papa e il suo Magistero, certamente nel rispetto assoluto dell'identit\u00e0 di questa Chiesa particolare di Tirana-Durr\u00ebs.<\/p>\n<h3><strong>\u00a0Fedelt\u00e0 alla Chiesa\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><strong><em>- <\/em>La fraternit\u00e0 dei Figli della Croce ha recentemente ottenuto il riconoscimento ufficiale: cosa \u00e8 chiamata a fare nello specifico? <\/strong><\/p>\n<p>La nostra Fraternit\u00e0 del <a href=\"https:\/\/www.religionenlibertad.com\/personajes\/801137898\/andrea-carlo-borsani-gemelos-seminaristas-misioneros-casa-maria.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Figli della Croce<\/em>,<\/a> cos\u00ec come la comunit\u00e0 stessa <em>Casa di Maria<\/em>\u00e8 una realt\u00e0 ecclesiale molto giovane e i suoi frutti si stanno rivelando a poco a poco, soprattutto nella fedelt\u00e0 alla Chiesa. Cos\u00ec come non c'\u00e8 frutto senza albero, ogni dono si rivela come compito di servizio alla Chiesa, secondo il disegno specifico che il Signore ha generato. Questo vale anche per la nostra realt\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-160939 size-large\" style=\"font-weight: bold;\" src=\"https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/3-1024x849.jpeg\" alt=\"Mons. Arjan Dodaj obispo auxiliar de Tirana\" width=\"1024\" height=\"849\" \/><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_5 et_pb_column_2219 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child et_pb_column_empty\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_row et_pb_row_791\">\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_3 et_pb_column_2220 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_pb_column_empty\"><\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_3 et_pb_column_2221 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough\">\n<div class=\"et_pb_module et_pb_text et_pb_text_852 frase-destacada et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light\">\n<div class=\"et_pb_text_inner\">\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>\"Per me, essere vescovo non \u00e8 un punto di arrivo, ma una chiamata alla vigilanza, a un servizio ancora pi\u00f9 grande e a una risposta sempre pi\u00f9 umile. Sento il massimo bisogno del sostegno orante dei miei fratelli e della mia comunit\u00e0\".\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Mons. Arjan Dodaj.<\/strong><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_3 et_pb_column_2222 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child et_pb_column_empty\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_row et_pb_row_792\">\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_5 et_pb_column_2223 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_pb_column_empty\"><\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_3_5 et_pb_column_2224 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough\">\n<div class=\"et_pb_module et_pb_text et_pb_text_853 et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light\">\n<div class=\"et_pb_text_inner\">\n<h2>Le sfide della Chiesa in Albania<\/h2>\n<p><em><strong>- Quali sono le sfide che deve affrontare la Chiesa in Albania? <\/strong><\/em><\/p>\n<p>Beh, gli stessi che Papa Francesco ha presentato ai vescovi della Chiesa di tutto il mondo. In particolare, nella chiamata a vivere l'esperienza della vera sinodalit\u00e0, cio\u00e8 un cammino comunitario del Popolo di Dio. Ma se l'invito \u00e8 per tutta la Chiesa, ogni realt\u00e0 particolare \u00e8 chiamata a renderlo operativo, ricordando la propria particolarit\u00e0. Pertanto, credo che la nostra Chiesa albanese abbia inscritto la specificit\u00e0 del martirio. Il martirio deve essere apprezzato.<\/p>\n<p>La Chiesa albanese non ha ancora affermato pienamente ci\u00f2 che dice Tertulliano: <em>Sanguis martyrum, semen christianorum<\/em>. In effetti, ci sono ancora molti fratelli e sorelle che aspettano di diventare cristiani per grazia dei nostri martiri. E noi, con una crescente consapevolezza, siamo chiamati a rendere evidente la loro offerta. Un'altra peculiarit\u00e0 della nostra Chiesa \u00e8 che \u00e8 antica e nuova allo stesso tempo. Antica, perch\u00e9 \u00e8 una Chiesa apostolica. Il primo vescovo della nostra diocesi di Durazzo fu San Cesare, un vescovo martire, uno dei settantadue discepoli del Signore.<\/p>\n<p>Tuttavia, \u00e8 una Chiesa evangelizzata da Paolo stesso, come dice nella Lettera ai Romani: \"In ogni direzione, partendo da Gerusalemme e arrivando fino all'Illiria, ho portato a termine l'annuncio del Vangelo di Cristo\" (Rm 15,19). Tuttavia, \u00e8 una Chiesa nuova, perch\u00e9 dopo cinque secoli di occupazione ottomana e cinquant'anni di drammatiche torture, persecuzioni e annientamento per mano del comunismo, \u00e8 nuova nel messaggio che riceve. \u00c8 una Chiesa che ha bisogno di coltivare sempre pi\u00f9 con gentilezza, pazienza e amore il messaggio del Signore, soprattutto nei tanti giovani che sono alla ricerca di Cristo e del suo amore.<\/p>\n<h3><strong>Rapporto con la Chiesa ortodossa e con l'Islam<\/strong><\/h3>\n<p><em><strong>- Ed \u00e8 anche una realt\u00e0 molto complessa, considerando la presenza molto forte della Chiesa ortodossa e dell'Islam nel Paese....<\/strong><\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, e se teniamo anche conto del fatto che nella nostra arcidiocesi abbiamo un gran numero di persone che stanno iniziando il catecumenato e si stanno avvicinando all'et\u00e0 del matrimonio. <a href=\"https:\/\/fundacioncarf.org\/oracion-misa-y-mision-cristiana\/\">Chiesa cattolica,<\/a> diventare figli di Dio attraverso il Battesimo. Qui in Albania, il rapporto con l'Islam e la Chiesa ortodossa \u00e8 molto particolare, se non unico. <strong>Lo stesso Papa Francesco lo ha portato nel mondo come esempio di cooperazione fraterna. <\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che si tratta di un dono che non possiamo mai dare per scontato, ma che dobbiamo coltivare, accompagnare e sostenere ogni giorno. Proprio per questo motivo incontriamo spesso i vari leader religiosi in diverse commissioni, per presentare loro iniziative di valore nei settori della cultura, dell'istruzione, delle donne, degli immigrati e della carit\u00e0. Tali iniziative cercano di sollecitare e risvegliare nella societ\u00e0, nelle istituzioni e, soprattutto, nel cuore delle persone quel bisogno di unit\u00e0 e comunione che solo lo spirito di \"coloro che credono\" (cfr. At 4,32) pu\u00f2 rendere evidente.<\/p>\n<h3><strong>Affrontare la situazione dei migranti\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><em><strong>- Lei stessa \u00e8 stata una migrante e oggi questo tema \u00e8 pi\u00f9 vivo e doloroso che mai: da un lato la tragedia della perdita di decine di migliaia di vite ogni anno nel Mediterraneo, dall'altro la paura di perdere l'identit\u00e0, la fede e la sicurezza economica e sociale per il fatto di essere troppo aperti ad accogliere cos\u00ec tante persone in difficolt\u00e0. Come pensa che si possa affrontare tutto questo?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Credo che non esista una risposta chiara e definitiva a questa domanda, perch\u00e9 abbiamo sempre a che fare con persone reali, con una storia, a volte segnata da ferite, sofferenza e dolore, ma anche da tanta speranza. Siamo chiamati a rispondere ai desideri reali del cuore umano, senza mai perdere di vista la responsabilit\u00e0 di alimentare quelle stesse speranze nei Paesi ospitanti.<\/p>\n<p>Naturalmente, questo non significa cancellare la cultura del Paese ospitante; non si offre un'accoglienza migliore perdendo la propria identit\u00e0. Se non sappiamo chi siamo, non possiamo sapere chi stiamo accogliendo. \u00c8 quindi necessario riscoprire la bellezza della ricchezza dell'incontro tra culture, cos\u00ec come la difesa della propria identit\u00e0. Solo in questo modo ci sar\u00e0 un vero arricchimento che porter\u00e0 alla complementariet\u00e0. Altrimenti, corriamo il rischio di vivere in una societ\u00e0 che cerca solo di normalizzare tutto e tutti.<\/p>\n<p>Quindi, alla fine, posso dire che la risposta sta nell'amore e nel servizio che viene dalla fede di un popolo che, come l'Italia, ad esempio, sa essere accogliente e generoso allo stesso tempo; che sa riconoscere la propria identit\u00e0 in quelle radici lontane nel mondo dell'arte e della cultura e in tante altre cose, certo, ma soprattutto in quelle radici della fede cristiana cattolica.<\/p>\n<h3><strong>All'Universit\u00e0\u00a0<\/strong><strong>Pontificio\u00a0<\/strong><strong>della Santa Croce\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><em><strong>- Alla Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce abbiamo un piccolo mondo segnato da tutto ci\u00f2 che lei dice, e anche il piacere che la Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce, che \u00e8 la sua famiglia di origine nella fede, come molte altre realt\u00e0 della Chiesa universale, abbia la possibilit\u00e0 di ricevere una formazione adeguata per affrontare tutte queste sfide a livello globale.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Sono molto grato a nostro Signore per tutte queste realt\u00e0 che, come l'Universit\u00e0 della Santa Croce, nascono dall'opera profetica che San Josemar\u00eda Escriv\u00e1 ha saputo dare alla Chiesa attraverso la Prelatura dell'Opus Dei. Insieme, chiediamo la grazia che nella Chiesa e nel luogo in cui ci troviamo, sappiamo sempre portare quella grazia che nostro Signore ha seminato nei cuori dei santi. In effetti, anche noi, ereditando questi doni della loro offerta e risposta, possiamo a nostra volta essere inclusi nel segno della profezia che essi furono in grado di proclamare. Cos\u00ec, insieme possiamo diventare un seme di profezia e di speranza per tutti coloro che incontriamo. Grazie.<\/p>\n<p><strong>Grazie mille a lei, monsignore.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_5 et_pb_column_2225 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child et_pb_column_empty\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_row et_pb_row_793\">\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_5 et_pb_column_2226 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_pb_column_empty\"><\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_3_5 et_pb_column_2227 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough\">\n<div class=\"et_pb_with_border et_pb_module et_pb_text et_pb_text_854 elemento-firma et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light\">\n<div class=\"et_pb_text_inner\">\n<p><strong>Gerardo Ferrara<\/strong><br \/>\nLaureata in Storia e Scienze politiche, specializzata in Medio Oriente.<br \/>\nResponsabile degli studenti della Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce a Roma.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_column et_pb_column_1_5 et_pb_column_2228 et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child et_pb_column_empty\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L'Arcidiocesi di Tirana-Durr\u00ebs \u00e8 una circoscrizione ecclesiastica latina della Chiesa cattolica in Albania. Papa Francesco ha nominato il Rev. Arjan Dodaj vescovo ausiliare di questa arcidiocesi, assegnandogli la sede titolare di Lestrona, il 9 aprile 2020, all'et\u00e0 di 43 anni. Cresciuto in una cultura atea e comunista, si \u00e8 convertito e ha scoperto la sua vocazione al sacerdozio. Oggi \u00e8 l'arcivescovo metropolita di Tirana-Durr\u00ebs. Racconta alla Fondazione CARF la sua conversione dal comunismo per diventare vescovo.  <\/p>","protected":false},"author":719,"featured_media":169040,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"give_campaign_id":0,"footnotes":""},"categories":[109],"tags":[177,120],"class_list":["post-160935","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-historias","tag-obispo","tag-sacerdote"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160935","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/719"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=160935"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160935\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":225639,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160935\/revisions\/225639"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/169040"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=160935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=160935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=160935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}