{"id":160935,"date":"2026-11-06T02:00:00","date_gmt":"2026-11-06T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/carfundacion.roymo.info\/?post_type=testimonios&#038;p=160935"},"modified":"2026-10-30T11:19:50","modified_gmt":"2026-10-30T10:19:50","slug":"arjan-dodaj-del-comunismo-al-sacerdocio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fundacioncarf.org\/it\/arjan-dodaj-del-comunismo-al-sacerdocio\/","title":{"rendered":"Dal comunismo al sacerdozio. Il vescovo Arjan Dodaj"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Arjan Dodaj \u00e8 l'Arcivescovo Metropolita di Tirana-Durr\u00ebs, in Albania. \u00c8 nato a La\u00e7-Kurbin il 21 gennaio 1977. Nel 1993, all'et\u00e0 di 16 anni, dopo aver completato gli studi primari e secondari nella sua citt\u00e0 natale, \u00e8 emigrato in Italia e si \u00e8 stabilito a Cuneo, dove ha iniziato a lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lavorava come saldatore per pi\u00f9 di dieci ore al giorno e trov\u00f2 la sua strada verso la fede cristiana nella Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce. Era stato cresciuto ateo, ma dopo aver incontrato Cristo, ricevette la <strong><a href=\"https:\/\/fundacioncarf.org\/bautismo-que-es-y-simbologia\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/fundacioncarf.org\/bautismo-que-es-y-simbologia\/\" rel=\"noreferrer noopener\">Battesimo<\/a><\/strong> e scopr\u00ec la sua vocazione sacerdotale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho contattato Monsignor Arjan Dodaj tramite alcuni studenti della Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce, i cui membri studiano presso il <a href=\"https:\/\/es.pusc.it\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/es.pusc.it\/\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce<\/strong><\/a>, a Roma, grazie al sostegno della Fondazione CARF.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Monsignor Arjan Dodaj ha condiviso la sua testimonianza di conversione e la sua vocazione con la Fondazione CARF.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una storia potente<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\"Tutte le storie sono commoventi, se pensiamo che ogni storia ha a che fare con una persona, con un essere umano, con il suo mondo e la sua vita. Tuttavia, ci sono storie che sono pi\u00f9 scioccanti di altre, almeno per alcuni di noi che hanno avuto l'opportunit\u00e0 di vivere e vedere con i propri occhi alcune situazioni che hanno scosso l'esistenza di alcuni Paesi in particolare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo ancora, infatti, da ragazzino di dodici anni, le navi che arrivavano in Italia dall'Albania negli anni \u00bb90, stipate di persone ammassate nelle stive e sui ponti, che occupavano ogni spazio disponibile per sfuggire alla povert\u00e0, all'insicurezza e all'incertezza che regnavano nel Paese balcanico. Forse fu la prima volta che l'Italia speriment\u00f2 il fenomeno dell'immigrazione di massa, un fenomeno per il quale non era preparata e che ora \u00e8 diventato la norma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sono fuggito su una nave dalla mia patria... Ora sono tornato come vescovo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi vi raccontiamo la storia di qualcuno che ha vissuto tutto questo in prima persona. Uno di quei ragazzi che abbiamo visto sulle barche in televisione \u00e8 ora un vescovo. Si chiama Monsignor Arjan Dodaj, nato a La\u00e7-Kurbin, sulla costa albanese, arrivato in Italia come immigrato all'et\u00e0 di 16 anni, dopo aver attraversato il Mar Adriatico in barca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fugg\u00ec dal suo paese in una calda e stellata notte di settembre del 1993, in cerca di un futuro migliore e di un modo per aiutare la sua famiglia, che viveva in povert\u00e0. Oggi \u00e8 l'Arcivescovo Metropolita di Tirana-Durr\u00ebs, nel suo paese natale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lavorando come saldatore e giardiniere per pi\u00f9 di dieci ore al giorno, ha conosciuto la comunit\u00e0 dei Figli della Croce, i cui membri studiano presso la Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce grazie al sostegno della Fondazione CARF (Fondazione Centro Accademico Romano). L\u00ec ha riscoperto la fede cristiana, che era stata bandita nel suo paese durante il regime comunista, sebbene fosse rimasta nel suo cuore come un lontano ricordo, grazie alle canzoni che sua nonna gli sussurrava all'orecchio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2014Grazie, Monsignor Dodaj. \u00c8 un onore poterla intervistare per i nostri lettori di lingua spagnola. Da italiano, la sua storia mi tocca profondamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie a voi, \u00e8 un piacere, perch\u00e9 per me, come per molti albanesi che conoscevano l'Italia attraverso la televisione italiana che potevamo guardare nel nostro Paese, c'era un solo desiderio: andare in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una famiglia umile e semplice<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2014Ci\u00f2 che mi ha colpito di pi\u00f9 della sua storia \u00e8 stata quella fede che rimane nascosta, o meglio seminata e sepolta nel cuore, senza che ce ne rendiamo nemmeno conto, e che poi fiorisce molti anni dopo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, e tutto grazie alla mia famiglia, una famiglia molto umile e semplice, originaria dell'Albania settentrionale. Sono nato a La\u00e7, una citt\u00e0 nota soprattutto per un santuario molto amato da tutti gli albanesi, dedicato a Sant'Antonio e situato sulla montagna alle spalle della mia citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo santuario \u00e8 un luogo che mi ha accompagnato per tutta la vita. Infatti, quando ero bambino, la scuola che frequentavo si trovava ai piedi della montagna. Proprio accanto correva il sentiero lungo il quale, soprattutto il marted\u00ec, in prossimit\u00e0 della festa del santo, e anche in altre festivit\u00e0 di cui all'epoca non ero a conoscenza, molte persone si recavano per affidarsi all'intercessione di Sant'Antonio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un paese comunista<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2014E questo nonostante viva in un paese comunista\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, nonostante i severi divieti del sistema comunista in un paese che, di fatto, si dichiarava ateo per Costituzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia famiglia era umile: mio padre lavorava in fabbrica e mia madre in un cantiere. Oltre a me, c'erano le mie due sorelle. Siamo cresciuti insieme in un ambiente semplice e altruista, con tanto amore e un forte senso di appartenenza a quel grande dono che \u00e8 la famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel villaggio vicino a La\u00e7 vivevano i miei nonni materni, che ho avuto pi\u00f9 opportunit\u00e0 di conoscere, dato che non erano lontani. L\u00ec ho avuto, in un certo senso, il mio primo approccio alla dimensione religiosa, che loro vivevano con grande discrezione ma, allo stesso tempo, con un profondo senso dell'esistenza di Dio. Anche se inconsciamente, oserei dire che \u00e8 stato proprio quando ho visto i miei nonni che ho potuto respirare per la prima volta l'esperienza della fede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni giorno, mia nonna si fermava davanti a una struttura di fronte a casa, che io ignoravo fosse la chiesa del villaggio. Restava l\u00ec in piedi, composta, con il rosario in mano, e pregava. Mio nonno, invece, iniziava sempre la giornata con il rosario, e solo dopo faceva qualsiasi altra cosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste pratiche mi erano sconosciute, eppure trasmettevano qualcosa della loro fede, di ci\u00f2 in cui credevano, in un modo cos\u00ec accessibile: la presenza di Dio, invisibile ma visibile ai loro occhi nei loro cuori.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Mons.-Arjan-Dodaj.webp\" alt=\"Don Arjan y sus compa\u00f1eros\" class=\"wp-image-234916\" srcset=\"https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Mons.-Arjan-Dodaj.webp 1000w, https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Mons.-Arjan-Dodaj-300x200.webp 300w, https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Mons.-Arjan-Dodaj-150x100.webp 150w, https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Mons.-Arjan-Dodaj-768x512.webp 768w, https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Mons.-Arjan-Dodaj-18x12.webp 18w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fuga dall'Albania<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2014Negli anni Novanta decise di fuggire in Italia. Perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel periodo, stavamo iniziando a uscire da dietro la Cortina di Ferro che aveva circondato il nostro paese. Si afferm\u00f2 il pluralismo e, con esso, la possibilit\u00e0 della democrazia. Molti albanesi cercarono quindi un futuro migliore in Occidente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Personalmente, ho provato a scappare diverse volte, soprattutto verso l'Italia. Il primo tentativo risale all'8 agosto 1991, dopo il primo esodo di massa che molti italiani e albanesi ricordano: quello di marzo, quando avevo quattordici anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quell'occasione, si verific\u00f2 l'incidente della famosa nave Valona, che trasportava circa 20.000 persone. La nave che avevo deciso di prendere con molti altri sub\u00ec un guasto e, oserei dire, per un colpo di fortuna, non lasci\u00f2 mai il paese. Mi resi conto che sarebbe stato un viaggio pieno di sofferenza, povert\u00e0 e difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In seguito, ho fatto diversi altri tentativi per trovare un futuro migliore in Occidente, come molti amici della mia et\u00e0 e numerose famiglie e adulti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non cercavo solo un futuro per me stessa. Ero anche spinta dal desiderio di sostenere la mia famiglia: le mie sorelle e i miei genitori, che avevano sofferto cos\u00ec tanto a causa dell'estrema povert\u00e0 e delle persecuzioni durante la dittatura comunista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La seconda fuga<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2014E finalmente l'occasione si \u00e8 presentata\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. Nel 1993, tramite organizzazioni clandestine. Era la notte tra il 15 e il 16 settembre 1993. Avevo sedici anni all'epoca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certamente, alla mia giovane et\u00e0 non ero consapevole dell'avventura in cui stavo per imbarcarmi perch\u00e9, come ho gi\u00e0 detto, avevo un solo desiderio: andare in Italia. Noi albanesi conoscevamo l'Italia solo attraverso ci\u00f2 che vedevamo sui canali televisivi italiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il viaggio \u00e8 iniziato nella laguna della mia citt\u00e0, Patok, dove ha attraccato una barca proveniente dal sud Italia. Eravamo in quaranta in tutto e avevamo pagato una somma considerevole, qualcosa di quasi impossibile per noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo ero indebitato, ma, per poter partire, ognuno di noi aveva gi\u00e0 pagato un milione e seicentomila lire, l'equivalente approssimativo di 850 euro, una somma considerevole a quei tempi e soprattutto in un paese come il nostro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ho lasciato un pezzo del mio cuore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo benissimo quella notte del 15 settembre: il bellissimo cielo stellato e il mare calmo. Mentre ci allontanavamo dalla costa, ho visto le luci della mia citt\u00e0 spegnersi. In qualche modo, ho sentito un pezzo del mio cuore che veniva lentamente strappato via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arrivammo a Carovigno, in Puglia. L\u00ec fummo accolti e portati in una casa in rovina in mezzo a un uliveto. La mattina seguente, insieme ad altre persone, presi il treno per Bari e, quello stesso pomeriggio, proseguii per Torino. In Piemonte ci aspettavano altri amici che ci avrebbero aiutato ad adattarci alla vita italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lavoro come saldatore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2014Non riesco nemmeno a immaginare quanto dev'essere stato difficile\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, e ancor pi\u00f9 difficile a causa dell'urgenza di ripagare il debito contratto in Albania.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando arrivai in Italia, grazie a Dio, trovai alcuni connazionali che mi aiutarono e mi sostennero durante i primi mesi. Dopo Torino, andai a Milano, dove provai in tutti i modi a trovare lavoro. Vagavo di citt\u00e0 in citt\u00e0 e, ogni volta che vedevo una gru, andavo in un cantiere per cercare un impiego. Se vedevo un ristorante, provavo a farmi assumere come lavapiatti. Ma purtroppo non fu facile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In seguito, alcuni amici mi dissero che c'era la possibilit\u00e0 di trovare lavoro a Cuneo, in Piemonte. Cos\u00ec ci andai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi stabilii in quella citt\u00e0 e trovai subito aiuto presso un rifugio fondato da Franco Mondino: Casa Ristoro e Pace. Iniziai a lavorare come saldatore e poi passai all'edilizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio primo periodo in Italia \u00e8 stato pieno di difficolt\u00e0, soprattutto per la lontananza dalla mia famiglia e per la necessit\u00e0 di adattarmi a una realt\u00e0 completamente nuova. Ma in seguito, con la grazia del Signore, ho imparato a comprendere e ad apprezzare sempre di pi\u00f9 quel periodo estenuante.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Don-Arjan-con-el-Papa-Francisco.webp\" alt=\"Don Arjan con el Papa Francisco.\" class=\"wp-image-234917\" srcset=\"https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Don-Arjan-con-el-Papa-Francisco.webp 1000w, https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Don-Arjan-con-el-Papa-Francisco-300x200.webp 300w, https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Don-Arjan-con-el-Papa-Francisco-150x100.webp 150w, https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Don-Arjan-con-el-Papa-Francisco-768x512.webp 768w, https:\/\/fundacioncarf.org\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Don-Arjan-con-el-Papa-Francisco-18x12.webp 18w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Don Arjan con Papa Francesco.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L'incontro con la Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2014Fino all'incontro con la Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce e con la fede cristiana\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio incontro con la Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce, ramo sacerdotale della Casa di Maria, \u00e8 avvenuto nel 1993, precisamente a Cuneo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u00ec conobbi un sacerdote, padre Massimo Allisardi, che partecipava attivamente alla vita della comunit\u00e0. Su suo invito, iniziai a frequentare il suo gruppo di preghiera e mi avvicinai sempre di pi\u00f9 ai fondatori della Casa di Maria: don Giacomo Martinelli e Nicoletta Reschini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie a loro ho appreso dello straordinario evento di Medjugorje, dove, secondo la tradizione e l'esperienza dei fedeli, la Vergine appare da decenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel contesto di ateismo assoluto in cui ero cresciuto, \u00e8 stato straordinario scoprire prima che Dio esiste e che la Vergine Maria si manifesta, e poi viverne un'esperienza diretta. Tutto ci\u00f2 ha rappresentato per me l'inizio di una vita completamente nuova.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, dopo un anno di discernimento, catechesi e vita spirituale, ho ricevuto il sacramento del Battesimo. In quel periodo nacque e si fece sempre pi\u00f9 chiaro in me il desiderio di una consacrazione totale al Signore nella vita sacerdotale, insieme ad altri giovani della comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dono vocazionale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2014Un cambiamento radicale nella sua vita\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo! Dovevo allenarmi e studiare. I miei studi furono una conseguenza di quel viaggio e del discernimento dei miei superiori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo tre anni come membro esterno della comunit\u00e0 della Casa di Maria, tra il 1994 e il 1997, sono stato finalmente ammesso e ho iniziato i miei studi di Filosofia e Teologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certamente, nell'ambito della formazione sacerdotale, questi studi rivestono un'importanza fondamentale, sebbene non siano l'unico fattore determinante. Per me, l'elemento decisivo \u00e8 stato l'incontro con la Chiesa attraverso quella piccola realt\u00e0 in cui la provvidenza di Dio mi ha posto: l'esperienza carismatica che il Signore mi ha donato nella Casa di Maria e nella Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce, riconosciuta come societ\u00e0 di vita apostolica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che questa formazione e conversione non siano semplicemente il risultato di come le cose sono accadute, ma una necessit\u00e0 concreta e quotidiana. Ciascuno di noi deve sviluppare e vivere il proprio dono vocazionale all'interno di un contesto stabile di discernimento e di esperienza ecclesiale e comunitaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La chiamata del Signore \u00e8 quotidiana, cos\u00ec come la nostra risposta, che si incarna sempre nel volto concreto della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono stato ordinato sacerdote l'11 maggio 2003 da Papa Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Al servizio del Signore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ora lei \u00e8 il primo vescovo della fraternit\u00e0: una grande responsabilit\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sinceramente, nella Fraternit\u00e0 mi sento come uno dei fratelli del Signore, come tutti gli altri; anzi, come il pi\u00f9 indegno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per me, essere vescovo non \u00e8 un punto di arrivo, ma una chiamata a una vigilanza ancora maggiore, a un servizio ancora pi\u00f9 grande e a una risposta sempre pi\u00f9 umile. Sento un bisogno ancora pi\u00f9 grande delle preghiere dei miei fratelli e della mia comunit\u00e0, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che il Signore mi ha donato attraverso questo carisma pu\u00f2 arricchire e servire la sua Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, non sono affatto estraneo alla storia che mi ha plasmato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, sento il bisogno di attingere sempre di pi\u00f9 a quella fonte vitale per servire ovunque il Signore mi abbia chiamato. Perci\u00f2 mi sento chiamato a mettere a disposizione i doni che il Signore mi ha elargito e a trasmettere ci\u00f2 che Egli dice alla Chiesa attraverso sua Madre, il Papa, e il suo Magistero, sempre con assoluto rispetto per l'identit\u00e0 di questa particolare Chiesa di Tirana-Durr\u00ebs.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fedelt\u00e0 alla Chiesa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fraternit\u00e0 dei Figli della Croce ha recentemente ottenuto il riconoscimento ufficiale: cosa \u00e8 chiamata a fare nello specifico?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nostra Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce, come la comunit\u00e0 della Casa di Maria, \u00e8 una realt\u00e0 ecclesiale molto giovane. I suoi frutti si stanno rivelando gradualmente, soprattutto attraverso la fedelt\u00e0 alla Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come non c'\u00e8 frutto senza albero, cos\u00ec ogni dono diventa un compito di servizio alla Chiesa, secondo il disegno specifico che il Signore ha stabilito. Questo vale anche per la nostra realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Citazione in evidenza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer me, essere vescovo non \u00e8 un punto di arrivo, ma una chiamata alla vigilanza, a un servizio ancora maggiore e a una risposta sempre pi\u00f9 umile. Sento un bisogno ancora pi\u00f9 grande del sostegno delle preghiere dei miei fratelli e della mia comunit\u00e0.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Didascalia:<\/strong> Monsignor Arjan Dodaj.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le sfide della Chiesa in Albania<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quali sono le sfide che la Chiesa in Albania deve affrontare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono questi gli stessi punti che Papa Francesco ha presentato ai vescovi della Chiesa in tutto il mondo. In particolare, l'invito a vivere una vera sinodalit\u00e0, cio\u00e8 un cammino comunitario del Popolo di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene l'invito sia rivolto a tutta la Chiesa, ogni realt\u00e0 particolare \u00e8 chiamata a renderlo efficace, tenendo conto delle proprie caratteristiche. Credo che la nostra Chiesa albanese porti in s\u00e9 la specificit\u00e0 del martirio. Dobbiamo custodire questo martirio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Chiesa albanese non ha ancora affermato pienamente ci\u00f2 che dice Tertulliano: <em>Sanguis martyrum, semen christianorum<\/em> \u2014il sangue dei martiri \u00e8 il seme dei cristiani\u2014.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono ancora molti fratelli e sorelle che sperano di diventare cristiani grazie alla grazia dei nostri martiri. Noi, con una consapevolezza sempre crescente, siamo chiamati a rendere visibile il loro sacrificio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un'altra caratteristica peculiare della nostra Chiesa \u00e8 che essa \u00e8 al tempo stesso antica e nuova. \u00c8 antica perch\u00e9 \u00e8 una Chiesa apostolica. Il primo vescovo della nostra diocesi di Durazzo fu San Cesario, un vescovo martire che, secondo la tradizione, fu uno dei settantadue discepoli del Signore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 anche una Chiesa evangelizzata dallo stesso san Paolo, come afferma nella lettera ai Romani: \u00abDa Gerusalemme fino all'Illiria ho predicato il vangelo di Cristo\u00bb (Rm 15,19).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, \u00e8 anche una Chiesa nuova perch\u00e9, dopo cinque secoli di occupazione ottomana e cinquant'anni di drammatiche torture, persecuzioni e annientamento per mano del comunismo, abbraccia nuovamente il messaggio del Vangelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una Chiesa che ha bisogno di coltivare sempre di pi\u00f9 il messaggio del Signore, con gentilezza, pazienza e amore, specialmente tra i tanti giovani che cercano Cristo e il suo amore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Rapporto tra la Chiesa ortodossa e l'Islam<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 anche una realt\u00e0 molto complessa, considerando la fortissima presenza della Chiesa ortodossa e dell'Islam nel Paese....<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, e dobbiamo anche tenere presente che nella nostra arcidiocesi sono molte le persone che intraprendono il cammino del catecumenato e si avvicinano alla Chiesa cattolica, diventando figli di Dio attraverso il Battesimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui in Albania, il rapporto tra l'Islam e la Chiesa ortodossa \u00e8 molto particolare, se non unico. Papa Francesco stesso lo ha presentato al mondo come esempio di cooperazione fraterna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 chiaro che questo \u00e8 un dono che non possiamo mai dare per scontato, ma che dobbiamo piuttosto coltivare, nutrire e sostenere ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio per questo che ci incontriamo spesso con diversi leader religiosi in vari comitati per presentare iniziative valide nei settori della cultura, dell'istruzione, delle donne, dell'immigrazione e della beneficenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste iniziative mirano a promuovere nella societ\u00e0, nelle istituzioni e, soprattutto, nei cuori delle persone, quel bisogno di unit\u00e0 e di comunione che solo lo spirito di chi crede pu\u00f2 rendere visibile (cfr. At 4,32).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Affrontare la situazione dei migranti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei stesso \u00e8 stato un migrante e oggi questo tema \u00e8 pi\u00f9 vivo e doloroso che mai: da un lato la tragedia della perdita di decine di migliaia di vite ogni anno nel Mediterraneo, dall'altro la paura di perdere identit\u00e0, fede, sicurezza economica e sociale per un'eccessiva apertura all'accoglienza di tante persone in difficolt\u00e0. Come pensa che si possa affrontare tutto questo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che non esista una risposta chiara e definitiva a questa domanda, perch\u00e9 abbiamo sempre a che fare con persone reali, con una storia a volte segnata da ferite, sofferenza e dolore, ma anche da grande speranza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo chiamati a rispondere ai veri desideri che il cuore umano custodisce, senza mai perdere di vista la responsabilit\u00e0 di coltivare quelle stesse speranze nei paesi ospitanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente, questo non significa cancellare la cultura del paese ospitante. Non si offre un'accoglienza migliore perdendo la propria identit\u00e0. Se non sappiamo chi siamo, non possiamo sapere chi stiamo accogliendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, \u00e8 necessario riscoprire la bellezza e la ricchezza che scaturiscono dall'incontro tra le culture, nonch\u00e9 dalla difesa della propria identit\u00e0. Solo in questo modo si realizzer\u00e0 un vero arricchimento, che condurr\u00e0 alla complementariet\u00e0. Altrimenti, rischiamo di vivere in una societ\u00e0 che mira unicamente a normalizzare tutto e tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In definitiva, posso affermare che la risposta risiede nell'amore e nel servizio che scaturiscono dalla fede di un popolo che, come l'Italia, sa accogliere ed essere generoso al tempo stesso; un popolo che riconosce la propria identit\u00e0 nelle radici storiche, nell'arte e nella cultura e in molte altre cose, ma soprattutto nelle radici della fede cattolica cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Presso la Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2014Presso la Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce, viviamo in un piccolo mondo plasmato da tutto ci\u00f2 che avete menzionato. Abbiamo anche la soddisfazione che la Fraternit\u00e0 dei Figli della Croce, la vostra famiglia di origine nella fede, come molte altre realt\u00e0 della Chiesa universale, abbia l'opportunit\u00e0 di ricevere una formazione adeguata per affrontare tutte queste sfide su scala globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono molto grato al Signore per tutte quelle realt\u00e0 che, come la Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce, nascono dall'opera profetica che san Josemar\u00eda Escriv\u00e1 ha saputo offrire alla Chiesa attraverso la prelatura dell'Opus Dei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insieme, chiediamo la grazia che, nella Chiesa e ovunque ci troviamo, possiamo sempre portare con noi quella grazia che il Signore ha seminato nei cuori dei santi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche noi, ereditando questi doni di sacrificio e la loro risposta, possiamo partecipare al segno profetico che essi hanno saputo proclamare. Cos\u00ec, insieme, possiamo diventare seme di profezia e di speranza per tutti coloro che incontriamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie mille a lei, monsignore.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gerardo Ferrara<\/strong>Laureata in Storia e Scienze Politiche, specializzata in Medio Oriente. Responsabile del corpo studentesco della Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce a Roma.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"SACERDOTI, IL SORRISO DI DIO SULLA TERRA. Condivida quel sorriso e dia un volto alla sua donazione.\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/prmLjiym-VQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L'Arcidiocesi di Tirana-Durr\u00ebs \u00e8 una circoscrizione ecclesiastica latina della Chiesa cattolica in Albania. Papa Francesco ha nominato il Rev. Arjan Dodaj vescovo ausiliare di questa arcidiocesi, assegnandogli la sede titolare di Lestrona, il 9 aprile 2020, all'et\u00e0 di 43 anni. Cresciuto in una cultura atea e comunista, si \u00e8 convertito e ha scoperto la sua vocazione al sacerdozio. Oggi \u00e8 l'arcivescovo metropolita di Tirana-Durr\u00ebs. 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